
Calcio – L’allenatore dell’Avellino Massimo Rastelli invita la squadra e l’ambiente a rimanere con i piedi saldi a terra. La concentrazione deve rimanere alta. Il Catanzaro non è un avversario da sottovalutare. Il tecnico biancoverde, prima della partenza per la Calabria, si presenta infuriato nella Sala Stampa “A. Scalpati” del “Partenio – Lombardi”: “Per mettere un piede in Serie B, a Catanzaro occorrerà la testa e l’Avellino non ce l’ha. Questo mi fa andare fuori di testa e non poco. Per la matematica Serie B mancano due punti ed io sono stufo di leggere e ascoltare che siamo già stati promossi. Non abbiamo vinto ancora niente – sottolinea Rastelli stizzito -. Il Catanzaro, domenica, scenderà in campo con il coltello fra i denti non sarà una passeggiata, ma una battaglia. Se il Prato vince a Perugia fino al 90’ e gli umbri ribaltano la partita in due minuti dalla fine, e noi perdiamo la partita, e il Pisa perde in casa con il Benevento poi mi scappa da ridere. Non esiste festeggiare prima ma dopo. Non dobbiamo dare nulla per scontato perché possiamo fare la fine di Latina. Non siamo capaci di gestire una partita e lo abbiamo dimostrato nel primo tempo contro l’Andria. Questa euforia a me non sta bene. Non sono scaramantico – continua – ma una persona concreta. Il dio pallone vede e ti punisce, dunque, mi ha abituato a non dare nulla per scontato”.
Uno sfogo comprensibile che dimostra la vera personalità del mister: “Se a Catanzaro saremo il vero Avellino vinceremo, altrimenti andremo lì e potremmo aspettarci di tutto. Basterà calare di concentrazione e l’avversario ne approfitterà, d’altronde deve salvarsi a tutti i costi”.
Il tecnico dei lupi è sceso sempre in campo con la voglia di vincere. A Catanzaro, anche un punto potrebbe bastare: “Per la prima volta abbiamo due risultati su tre ed è palese. C’è la possibilità di cercare la giusta cattiveria e determinazione senza andare in avanti e comunque portando a casa un risultato positivo”.
di Anna Vecchione