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A poco meno di 1000 giorni dal centenario il calcio rischia di scomparire e a poco più di due settimane dalle prime scadenze non sembra esserci nessuna schiarita all’orizzonte. Chi ha provato ad avvicinarsi come l’avvocato Federico Scalingi, ex dirigente del Napoli, ha deciso di fare marcia indietro, ritenendo eccessiva la cifra da sborsare per un club di serie C. C’è bisogno di 3,6 milioni per permettere alla truppa irpina di non dover annaspare nelle serie minori, in categorie che per blasone e per passato rappresenterebbero soltanto un duro colpo alla storia del lupo. Urge qualcuno che garantisca l’iscrizione alla terza serie, provando così pian piano a rialzare le sorti dei colori biancoverdi. Questa volta, anche se il copione sembra essere lo stesso delle precedenti estati, la corsa potrebbe veramente interrompersi perché Massimo Pugliese non pare intenzionato a far rientrare la decisione. L’irpinia pallonara a breve potrebbe dire addio alla propria squadra del cuore anche se l’auspicio di tutti è che il finale sia diverso da quello che si sta scrivendo in questi giorni. Le ore passano, le paure crescono e l’Avellino è sempre avvolto da un silenzio ‘assordante’. In attesa di capire se il lupo vivrà, giocatori sotto contratto e non si guardano attorno per decidere il proprio futuro. Chi ha ancora un accordo è pronto ad andare via, su autorizzazione del proprio timoniere: Alessio Sestu, Alex Pellicori e Vincenzo Pepe, solo per citare i più richiesti. Intanto, vista anche l’ormai ventilata intenzione dell’imprenditore di Frigento di non andare avanti con lui, intorno a Mario Pacilli continuano a giungere proposte. L’esterno abruzzese, dopo le offerte di Rimini, Arezzo e Pescara, è entrato prepotentemente nel mirino del Gallipoli del presidente Barba. Il 22enne ex Chiasso piace molto al sodalizio pugliese che sembra propenso ad offrigli un contratto biennale. Insomma, i giocatori biancoverdi non hanno lasciato indifferenti gli altri club. E questa cosa non può fare altro che aumentare i rimpianti in casa Avellino, a dimostrazione che la squadra di Campilongo avrebbe potuto raggiungere l’obiettivo della permanenza in B. Purtroppo l’approssimazione ha fatto nuovamente fallire la speranza. A questo punto non resta che sperare che l’incubo delle serie minori possa essere spazzato via al più presto, rimanendo così nella storia. Un sogno che al momento, per la verità, assume più le sembianze di un’utopia. (di Sabino Giannattasio)