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Calcio Avellino, De Vito: “Vittoria del gruppo e dei tifosi”

Calcio – Il Direttore Tecnico dell’Avellino Enzo De Vito si sofferma sulla vittoria di ieri, conquistata dai suoi in quel di Sorrento. Un successo importante che permette ai biancoverdi di tirare un sospiro di sollievo. A +4 dal Latina, l’Avellino di Rastelli, deve un enorme ‘grazie’ ai tifosi, sempre lodevoli ed encomiabili.

Personalità e carattere sono state le due parole chiave per la vittoria dei lupi allo Stadio “Italia” di Sorrento…
“Era difficile vincere contro la squadra di Papagni. L’ho rimarcato in settimana, l’”Italia” è un campo trappola. Siamo riusciti ad imporre il nostro gioco, pur subendo una rete ingiustamente. Il calcio però, si sa, è fatto di episodi ed anche un po’ di sfortuna. Sicuramente, la vittoria fa piacere, ma il Campionato non è ancora finito e dobbiamo, dunque, rimanere con i piedi per terra. La salita è ripida e va scalata con prudenza e accortezza”.

A Sorrento, è il caso di dire, è stata la vittoria del gruppo…
“So’ di essere ripetitivo, ma questa squadra fa dell’umiltà la sua arma vincente. Sono semplicemente unici e meritano lodi ed elogi perché credono, tutti, fermamente nell’obiettivo prefissato dalla società: il salto di categoria”.

Più che il Latina di Pecchia, non crede sia la Nocerina a fare più paura?
“Sicuramente Nocerina, Latina e Perugia, si giocano il Campionato insieme a noi. Proprio per questo, da domani dobbiamo assolutamente proiettarci al derbyssimo con i molossi, sperando di riscattarci. Cercheremo di fare del nostro meglio confidando in un ambiente che, partita dopo partita, ci auguriamo possa essere sempre più determinante. Una cosa è certa: società, io Enzo De Vito e la squadra ce la metteremo tutta per tornare in serie B”.

Vittoria del gruppo, ma soprattutto dei tifosi biancoverdi…
“I nostri tifosi sono fantastici ed ammirevoli. Erano quasi in mille a Sorrento e poi al “Partenio” ad accogliere i loro beniamini. Hanno trasmesso una grande carica al gruppo e la vittoria di ieri, è soprattutto loro”.
(di Anna Vecchione)

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