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Calcio – Adesso basta: Carboni abbia il coraggio di cambiare

La vittoria di martedì sera contro il Ravenna non deve e non può essere soltanto figlia del caso. Con i romagnoli i lupi, almeno per 45 minuti, hanno fatto il loro dovere. Peccato però che cinque giorni dopo si è tornati da un altro scontro diretto contro il Grosseto a mani vuote. I problemi ci sono e sono tanti. E se a questo si aggiungono anche le scelte – a volte più che discutibili – dell’allenatore si rischia di non uscire più dalla zona rossa. Allo ‘Zecchini’ pur non avendo offerto un buon calcio i lupi potevano anche vincere. Ma si torna a casa a mani vuote per l’ennesima incertezza di un portiere che doveva essere il vero acquisto di punta del mercato estivo. Un altro errore di Pantanelli… grave. Uno sbaglio che pesa come un macigno e che si addiziona a quelli commessi a Frosinone a Modena e contro il Piacenza, costati sei punti alla formazione biancoverde. Senza dimenticare gli altri sbagli contro Chievo e Ravenna, ininfluenti per il risultato. Forse è giunta l’ora di metterlo da parte, di accantonarlo, visto che in considerazione delle sue 300 presenze tra A e B si è rivelato invece un’autentica delusione. Una scelta, quella del numero uno torinese, davvero infelice. Un acquisto non necessario che forse è servito a tenere calma la piazza per il mancato arrivo di un bomber di spessore. Si sa che nel calcio le promozioni, i successi, le salvezze non si ottengono con i ‘nomi’ e la retrocessione di due stagioni fa ne è la conferma. Carboni deve avere il coraggio di cambiare: il numero 31 è la prima pedina dello scacchiere da sostituire anche in considerazione del fatto che di certo per valori tecnici l’Avellino non è la peggiore del campionato. Giusto dare una chance a Gragnaniello. Lo merita dopo il buon campionato dello scorso anno, lo merita perché pur avendo rinnovato il contratto che lo lega ai lupi è stato accantonato troppo in fretta. In questo momento così delicato c’è bisogno di giocatori che siano in forma atleticamente ma che soprattutto abbiano gli stimoli giusti per la risalita. Di sicuro il portiere piemontese è stato la più grossa delusione di questo avvio di torneo, ma le prove offerte con la casacca irpina sono solo il seguito di quelle dello scorso anno nel girone di ritorno a Catania. Stesso discorso vale per un altro calciatore arrivato tra squilli di tromba e che per esperienza e doti tecniche avrebbe dovuto essere il vero leader di questa squadra: Conticchio. Non è in condizione o comunque è soltanto lontano parente dell’ottimo elemento che per anni ha calcato i campi della massima serie con le casacche di Lecce, Torino e Cagliari. Eppure l’allenatore lo fa giocare a discapito di calciatori che quando sono scesi in campo hanno sempre dato l’anima come Porcari e di Di Cecco, che pur avendo qualche problema di natura fisica dà il massimo in campo. Ma anche gli altri ‘senatori’ stanno deludendo: Anastasi, dopo un discreto avvio si sta rendendo artefice di prestazioni irritanti, come del resto capitan De Angelis. Quelli che avrebbero dovuto trascinare i lupi alla conquista di una tranquilla salvezza ad oggi si stanno rivelando una autentica delusione. In difesa è giusto dare maggiore fiducia a Sirignano che insieme a Mengoni e Maietta in questo primo scorcio di torneo si è dimostrato il migliore elemento del reparto arretrato per costanza, capacità e personalità. Poi ci sono le scelte inspiegabili, incomprensibili, come il continuo sostegno di Sestu al reparto arretrato, costretto spesso a fare il quinto nella linea difensiva. Oppure l’utilizzo con il contagocce di Paonessa, sceso in campo da titolare soltanto in quattro delle nove gare in cui è stato a disposizione del tecnico. A Grosseto di positiva c’è stata la prova di Salgado: il cileno autore del goal pareggio è stato insieme a Maietta e Sestu il migliore in campo. Concreto ed efficace si è visto negare la gioia di una doppietta dall’ottimo Bressan. Adesso c’è bisogno di una sterzata definitiva. Di un cambio di rotta senza incidenti di percorso, continuità di risultati e scelte diverse da parte di chi guida questa squadra per uscire dal tunnel della bassa classifica. Vicenza, Messina e Spezia: dopo queste tre gare si inizierà a conoscere il futuro della maglia biancoverde. Ci vuole fermezza nelle decisioni, adesso tocca a Carboni mostrare quella personalità che a suo avviso manca alla squadra. Sabato è doveroso vincere, l’aretino si ritroverà con un Paonessa e un Pellicori in più, due frecce importanti per l’attacco che finalmente pare stia iniziando a girare. Al ‘Partenio’ i tre punti sono d’obbligo.

(di Sabino Giannattasio)

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