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Passiamo alla gara. I lupacchiotti passano in vantaggio con il brasiliano Rodriguez, ma poi subiscono l’uno, due di Parente e Juary. Incredibilmente i direttori di gara fischiano ad ogni contatto e di conseguenza fioccano i cartellini per continue proteste. Anche mister Falcone viene allontanato dalla panchina.
Inizia così il valzer dei tiri liberi, Gabriele a segno pareggia i conti, poi Milito fuori bersaglio e di nuovo Gabriele colpisce l’incrocio, tutti a riposo sul 2 a 2. Nella seconda frazione di gioco per abbondanti 20′ la Mecobil non riesce a centrare la porta avellinese, anzi subisce tre importanti contropiedi che gli irpini non capitalizzano. Gli stessi non approfittano neanche della superiorità numerica in seguito all’espulsione per doppio giallo di Imperato. Intorno al 21′ la svolta, Arfeo rovina in area di rigore.
Dopo questo episodio l’arbitro Di Maio si erge a protagonista: fischia a favore del CUS e si avvicina minaccioso con i cartellini in mano al giocatore della Mecobil che nel frattempo resta dolorante a terra. Avviene un battibecco .
Nel frattempo mister Carbone compie delle sostituzioni e con la certezza di dover riprendere il gioco in superiorità numerica, poi un pò per nervosismo, un pò per foga agonistica si arriva al quinto fallo e così la Mecobil finalmente al 23′ passa in vantaggio con il perfetto bolide di Stiano, che replicava dopo un minuto con una cavalcata vincente sull’ out destro.
L’ Avellino accusava il colpo, provava a reagire con il portiere di movimento ma veniva messa KO dal redivivo Arfeo che trasformava prima l’ennesimo tiro libero e poi indovinava un pallonetto dalla propria metà campo con Preziuso fuori dai pali.