Calcio a 5/C1, Cus: con lo Sbarra è pari tra le polemiche

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Cus Avellino C5 e Futsal Sbarra terminano la sfida con un rocambolesco pareggio per 4-4 dopo sessanta minuti di pura adrenalina. Gara condita da tanti episodi dubbi.
Gli ospiti venivano in Irpinia con l’intento di portarsi a casa tre punti d’oro in chiave primato, i bianco verdi avevano l’intenzione di non deludere i tanti appassionati che come sempre, nonostante una pioggia battente e una tendostruttura al limite della praticabilità, erano lì come sempre ad incitare i propri beniamini. Assente per motivi personali mister Coccia, al suo posto in panchina per i barresi Gennaro Cutarelli che schiera Mattiello tra i pali, Morlando, Volonnino, Contursi e Nenè in attacco. Carbone manda in campo il quintetto dove Rizzo difende i pali, Milito centrale, Terracciano e Parente agiscono sulle corsie e Galeotafiore funge da boa.

Nella prima frazione, è lo Sbarra a dettare i tempi e sin dai primi minuti è Nenè a destare più preoccupazione nella difesa irpina. Già al 1’, il ‘bacetto’ più famoso della C1 tenta la botta a rete, respinta da Rizzo, con una pregevole rovesciata dalla breve distanza. Ci riprova all’8’ su cross di Cretella, capitano ed ex biancoverde, ma il tiro termina alto sopra la traversa. Al 12’ lo Sbarra passa con Volonnino, che segna direttamente da fallo laterale (0-1), e dopo un minuto bissa Nenè sfruttando un velocissimo contropiede (0-2). Al 20’ Parente crea l’occasione allo Sbarra per portarsi in vantaggio: nel disimpegnarsi della sfera, il ‘Divino’ cincischia con la sfera facendo un retropassaggio praticamente all’alteza della linea di porta, Rizzo non può prenderla con le mani e così, per difendere la porta dall’affondo di Illiano, è costretto a tirarlo giù. Nessun dubbio, è rigore, ma dal dischetto Volonnino sbaglia. Nell’occasione, Avellino subisce l’espulsione diretta di Milito per le vibranti proteste all’indirizzo di Della Porta, il secondo arbitro. Parente, però, al 26’, si fa perdonare e sigla la rete che accorcia le distanze : il ‘Divino’ devia di petto in fondo al sacco un tiro defilato di Terracciano (1-2). 120 secondi bastano ad Avellino per pattare i conti: ci pensa il giovane Galeotafiore che prima della fine del primo tempo deposita in rete un pallone partito da una punizione calciata da Parente (2-2). Parità ristabilita e tutti negli spogliatoi.

Nella ripresa, la porta irpina viene difesa dal giovane classe ’95 Roberto Marotta, al suo esordio in C1, che si comporta in maniera egregia tra i pali. Già dopo 1 minuto, esce sicuro su un’incursione di Nenè, chiudendogli lo specchio della porta. Al 7’ episodio dubbio e il rigore trasformato da Nenè che non sbaglia (2-3).
I lupi non si perdono d’animo e supportati da un pubblico incandescente si portano in parità nuovamente con Parente direttamente su calcio di punizione (3-3), una staffilata imprendibile per Mattiello. Minuti finali al cardiopalma, Avellino attacca ma Nenè è inesorabile e al 30’ sigla la sua tripletta personale e il poker barrese (3-4). Avellino che tenta l’ultimo assalto. Ottima circolazione di palla a limite dell’area biancorossa, barresi asserragliati nella propria area, Parente libera Erba sulla destra e proprio da chi meno te lo aspetti ecco arrivare la rete del pareggio: il ‘Gladio’ si fa salvatore dell’orgoglio irpino e firma il poker (4-4).

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