
Si abbatte la furia di Michele De Maio, match winner dei rosanero, sulla Mario Smaldone al “Palatedeschi” di Benevento. 6–4 è stato il risultato finale per il Futsal Solofra del presidente Michele De Piano. I rosanero, veri corsari, hanno iniziato la gara concentrati per una vittoria che sembravà già concretizzarsi alla fine della prima frazione di gioco, quando Vitiello e compagni si recavano a riposo in vantaggio per 4 reti a 0. Al 10’ ad aprire le marcature è stato Alfredo De Maio, assente contro la gara persa col Cala Moresca. Il predominio di gioco degli ospiti, con ripartenze veloci e pericolose, porta al raddoppio di Michele De Maio al 16’. I padroni di casa arrivano sottorete ma i loro tiri risultano fuori misura o preda di Vitiello. Velocizza la manovra la squadra di Palumbo e trova la rete al 24°’ con Alfredo De Maio. Non passano neanche due minuti e Michele De Maio insacca la rete del 4 a 0. Si fa largo lo stupore tra il pubblico e lo staff di casa meravigliati dalla poca reattività della propria squadra. Ancora Michele De Maio allunga il punteggio, riuscendo a strappare anche gli applausi dello sportivissimo pubblico casalingo grazie ad un sontuoso pallonetto. Al 14° vengono premiati i padroni di casa che vanno in rete con Catalano, elemento che fa la differenza tra i suoi. Inizia una girandola di sostituzioni tra i rosanero che vanno in gol al 21° sempre con Michele De Maio. La Mario Smaldone del tecnico Cucchiaro si getta all’ attacco anche con il portiere e in due minuti, 25°e 26° vanno in rete con Pisani e Serino grazie anche ad un rigore. Rispondono i rosanero ma la traversa dice no a Vignola che in altre occasioni si presenta solo davanti al portiere mancando di poco il gol. Al 31° Catalano va ancora in rete. Sul seguente tentativo Vitiello risponde parando un rigore. Qui si chiude la gara. “Non conoscendo l’ avversario – spiega Palumbo – abbiamo iniziato con chiusura in difesa per poi ripartire in contropiede. Abbiamo segnato sia su azione che contropiede. Sono soddisfatto dei miei ragazzi”.
(di Dante Grimaldi)