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Calabritto-Culto di San Rocco:da Quaglietta alle strade di New York

Calabritto – Ci sono casi in cui il ‘dramma’ assume le sembianze della ‘festa’. Questo accade ad esempio con il fenomeno dell’emigrazione, quando, in occasione di un festeggiamento o di un periodo di vacanza, si torna nella terra dei natali e ci si ricongiunge allegramente con i propri cari. Il ferragosto è il tipico momento in cui in Irpinia si verifica il ‘ritorno alle origini’. Nel capoluogo, e soprattutto nei comuni dell’entroterra, la popolazione quasi si raddoppia e d’improvviso torna a quella che poteva essere la sua naturale densità. Le strade si riempiono, le piazze straripano, le processioni si allungano. Ma soprattutto quella che si respira è aria di festa: chi dopo il terremoto o ancor prima si era allontanato dalla propria casa con il dolore dell’abbandono per cercare fortuna altrove, anche in terre lontane, ha invece oggi motivo di gioire nel tornare a casa. Ci sono infatti comunità come quelle di Calabritto e Quaglietta che trasformano il ferragosto in una vera e propria celebrazione di ricongiungimento con il folto popolo degli emigrati. A fare da richiamo sono in particolare i festeggiamenti a Calabritto in onore di San Giuseppe (negli ultimi tre giorni di luglio) mentre a Quaglietta il 14, 15 e 16 agosto è la volta dell’immancabile preghiera al Patrono, San Rocco. “Sono soprattutto americani ed inglesi, sono migliaia e insieme equivalgono al doppio della popolazione attuale”, spiega il sindaco calabrittano, Giuseppe Sierchio. I quagliettani e calabrittani emigrati negli Stati Uniti vivono per lo più a New York e nel New Jersey. Molti sono anche i londinesi che hanno preferito espatriare in terra inglese. “La maggior parte di loro – continua Sierchio – hanno ereditato case dalla propria famiglia natia, dopo le ricostruzioni post-sisma. Altri invece, ma sono la minoranza, si adattano da parenti o in qualche albergo del posto”. Mentre i calabrittani starebbero già gradualmente rientrando, i quagliettani si stanno trattenendo di più in Irpinia. Ma il tema dell’incontro non viaggia a senso unico. “Anche io sono stato negli Usa – ricorda Sierchio – ospite delle due comunità che hanno istituto lì propri circoli”. In particolare quello quagliettano, nato subito dopo la prima guerra mondiale, si chiama ‘Società Gioventù quagliettana’ e raccoglie un po’ tutte le generazioni succedutesi fino ad oggi. Si è ingrandito a tal punto da acquistare una struttura per agevolare gli incontri tra emigrati. “Addirittura – continua Sierchio – l’organizzazione del circolo è tale che a fine agosto, quando rientrano dal paese di origine, viene riproposta la festa di San Rocco sfilando per le strade di New York, dove è nata anche via ‘San Rocco’”. Nel corso dell’anno amministratori e cittadini non mancano poi di restare in contatto con i compaesani espatriati avvalendosi di canali come internet e web cam. (di Antonietta Miceli)

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