C. M. Ufita – Tutela delle tipicità, verso il consorzio agricolo

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C. M. Ufita – Verso la costituzione del consorzio tra imprese finalizzato alla tutela, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti tipici dell’area irpino-ufitana. Domani, 20 dicembre, le aziende terranno un incontro operativo presso la sede della Comunità Montana dell’Ufita proprio per continuare il ragionamento aperto nei mesi scorsi dal presidente dell’Ente, Giuseppe Antonio Solimine, che ha deciso di dare una spinta verso il rilancio del settore agricolo. Egli, di concerto con le parti sociali e con gli enti interessati, ha istituito il forum permanente, attraverso il quale è stato avviato il monitoraggio dell’agricoltura in Ufita, che consentirà di raccogliere tutti i dati riguardanti le caratteristiche del settore agricolo e di valutare i suoi punti di forza e di debolezza. “Il rilancio dell’agricoltura non può prescindere della valorizzazione concreta delle produzioni tipiche, che non potrà essere conseguita fino a quando non si interverrà per potenziare il meccanismo di vendita dei prodotti – afferma Solimine – ed allora il consorzio tra le aziende può dare una risposta in termini organizzativi. I nostri prodotti appartengono, qualitativamente, alla fascia medio-alta e possono affrontare, perciò, egregiamente il mercato regionale e nazionale, ma ci riusciranno soltanto se le aziende saranno capaci di collocarli sul mercato. La fase preliminare, relativa al marchio, è praticamente conclusa, ma il riconoscimento ufficiale a norma di legge non significa, automaticamente, posizionamento del prodotto sul mercato: occorre creare le condizioni affinché questo accada. Si tratta di una debolezza del settore, che mi auguro – conclude Solimine – possa essere rapidamente superata”. L’idea del consorzio è stata approvata nel corso della precedente riunione, svoltasi lo scorso 30 novembre, che ha visto seduti allo stesso tavolo i rappresentanti degli imprenditori, il dirigente dell’Ente montano Bartolomeo Zoccano, il vice-presidente Vito Salvatore e l’architetto Carlo Giardino.

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