C. M. Ufita – La concertazione istituzionale rappresenta lo strumento attraverso il quale realizzare la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Approvazione unanime della proposta avanzata dal presidente della Comunità Montana dell’Ufita, Giuseppe Antonio Solimine, che immagina l’istituzione di un centro di ricerca finalizzato all’approfondimento delle indagini ambientali relativamente alla Valle Ufita. La giornata di studio, riguardante appunto la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini nel comprensorio Valle Ufita, è servita per svolgere un’accurata relazione intorno ai pericoli cui la popolazione è esposta e le possibilità messe a disposizione degli enti per ridurli o prevenirli. La manifestazione è stata organizzata presso l’auditorium comunale di Ariano Irpino di concerto tra l’Ente montano e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro. E’ intervenuto il senatore Nicola Mancino, il quale ha confermato l’impegno per la difesa della salute pubblica e per l’integrità dei territori. Egli ha sottolineato il gran ruolo svolto dall’Ente montano, che non tralascia alcun elemento possibile intorno al quale costruire momenti di riflessione e interventi in favore delle aree interne, sempre nell’ottica della collaborazione con gli enti locali, provinciali e regionali. Egli ha marcato in modo particolare l’inventiva mostrata dal presidente Solimine nel riuscire a mettere compiutamente ed efficacemente insieme enti, strutture e temi che a prima vista sembrerebbero poco attinenti, dimostrando, al contrario, che ciascuno, nell’ambito delle proprie competenze, può concorrere alla realizzazione di un progetto comune. “Da anni la Comunità Montana dell’Ufita sta svolgendo attività di controllo – ha affermato Solimine – pervenendo anche alla realizzazione del progetto “e-territory”, che rappresenta lo strumento moderno per monitorare i processi di modificazione del terreno e i livelli di immissioni in atmosfera. Sul territorio di nostra competenza sono stati distribuiti numerosi sensori che percepiscono qualsiasi attività ambientale, trasferendola via radio alla centrale operativa per gli approfondimenti e gli interventi di competenza. Il centro per il monitoraggio è tra i pochi in Italia e consente all’Ente montano di svolgere una serie di attività, che vanno ben oltre quelle tradizionali. Le Comunità Montane, infatti, non si occupano solo della forestazione, ma vedono ampliare sempre più i confini della loro competenza e questo rafforza il loro ruolo di enti territoriali che guardano all’interesse generale di una intera zona contro la logica del campanile, ormai superata. Per questo motivo l’Ente ha deciso di contattare l’ISPESL per organizzare la giornata di studio, che rappresenta il momento di incontro tra la politica che guida gli enti e le professionalità della medicina, chiamate a guidare gli istituti di prevenzione. L’apprezzamento suscitato – conclude Solimine – rappresenta la forza per continuare su questa strada. In Irpinia il territorio è esposto a numerosi rischi contro i quali cercheremo sempre e comunque di combattere, difendendo le ragioni dello sviluppo e della modernalizzazione, ma tutelando l’ambiente e la salute delle persone. Non siamo contrari al progresso, ma vogliamo che le scelte siano affidate agli enti locali anche in termini di controllo dell’inquinamento di qualsiasi natura. Perciò l’idea del centro di ricerca dedicato esclusivamente a questo tema è stata condivisa e spero che si faccia al più presto”. Il professore Giuseppe Spagnoli, direttore del dipartimento igiene del lavoro ha svolto la relazione attraverso la quale sono stati illustrati i rischi derivanti dall’uso dei pesticidi in agricoltura e dal traffico veicolare, rilasciando un dato preoccupante relativamente alle linee ad alta tensione che attraversano il suolo campano: questa regione è tra le più esposte ai campi elettromagnetici. E’, quindi, di assoluta attualità l’iniziativa assunta dal Consiglio generale dell’Ente montano, che ha recentemente approvato il documento per dire no alla realizzazione della centrale termoelettrica di Flumeri e all’elettrodotto, che dovrebbe interessare la zona posta a nord-est di Ariano Irpino. Il quadro di insieme è stato tracciato dal dottore Carmelo Padula, dirigente del settore prevenzione presso la ASl Av1 di Ariano Irpino. I rischi determinati dalle attività edili e agricole sono stati invece illustrati dall’ingegnere Francesco Paolo Capone, direttore dipartimento ISPESL di Napoli. Sono intervenuti il presidente ISPESL, professore Antonio Moccaldi e il direttore del dipartimento di Avellino, l’ingegnere Gino Freda. Apprezzato il contributo offerto dal dottore Alfredo Mazza, che opera nel napoletano, secondo il quale occorre innanzitutto imparare a difendersi dalle eco-mafie. All’incontro erano presenti numerosi medici del comprensorio ed i sindaci dell’area.
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