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Bufera a Nocera, indagato Silvio Sarno – L’accusa: “Evasione tasse”

La bufera scoppiata a Nocera con l’arresto dei fratelli Citarella ai vertici della squadra di calcio, ha riflessi anche in Irpinia. Tra i primi nomi che spuntano, tra gli indagati c’è Silvio Sarno, l’uomo del calcestruzzo avellinese, presidente di Confindustria Avellino fino al 2010 ed ora presidente dell’ Atecap – Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionati . Gli viene contestato, come si legge nel dispositivo della Procura “il reato p. e p. dall’art. 81 CPV, art. 2 D.Lgs. 74/2000, perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di rappresentante legale della CALCESTRUZZI IRPINI Spa, al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti, indicava nelle dichiarazioni relative agli anni d’imposta 2007 e 2008 i seguenti elementi passivi fittizi ed in particolare: Fatture emesse dalla SIA – Società Imprenditoriale Appalti – Srl, nei confronti della CALCESTRUZZI IRPINI Spa nell’anno d’imposta 2007 per un totale di € 60.957,60; Fatture emesse dalla IMPRESA Srl, nei confronti della CALCESTRUZZI IRPINI Spa nell’anno d’imposta 2008 per un totale di € 2.448,00”. Una operazione complessa quella portata avanti dalla Guardia di Finanza che ha setacciato conti correnti, sponsorizzazioni, transazioni di Società cartiere intestate a clochard e senza fissa dimora, spesso irreperibili. Era questo il meccanismo dell’architettura societaria adottata dai Citarella per compiere gli illeciti: partecipare alle gare d’appalto e pagare a nero gli stipendi dei calciatori. Centotrentasei gli indagati nell’inchiesta del Nucleo di polizia tributaria della Finanza coordinata dalla procura di Nocera Inferiore: sessantasei di questi sono tesserati della Nocerina Calcio. Cinquanta quattro, invece, le società sottoposte a sequestro. All’alba i finanzieri hanno arrestato Alfonso Faiella, cognato dei Citarella. Stanno rientrando a Nocera per costituirsi, invece, Giovanni e Cristian Citarella. Nel corso delle indagini – ha spiegato il procuratore capo di Nocera, Gianfranco izzo – Citarella avrebbe confessato agli inquirenti che queste cartiere gli servivano per costituire fondi neri con i quali pagare tangenti. L’inchiesta sarebbe partita dopo alcune dichiarazioni rese nell’ambito di altre indagini riguardanti i rapporti tra politica e imprenditori sempre nell’Agro nocerino. Complessivamente i sequestri hanno interessato 53 fabbricati, 6 terreni, 95 autoveicoli e motocicli, un’imbarcazione, somme di denaro giacenti su circa 150, tra conti correnti, libretti di deposito, e deposito titoli, per un ammontare di circa 200 milioni di euro. Infine è stato disposto il sequestro per equivalente ai fini tributari per circa 34 milioni di euro.

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