Bonito – Imbriano e Tecce a confronto sulla ‘democrazia’

0
229

Bonito – Bilancio partecipativo, il governo di tutti. Ne discuteranno Raffaele Tecce (assessore al Comune di Napoli) e Gennaro Imbriano a Bonito, a partire dalle 17.30. “In Italia vi è un urgente bisogno di democrazia. L’attuale governo ha cambiato la legge elettorale sulla base di puri calcoli elettorali”. E’ la nota di avvio del segretario provinciale Gennaro Imbriano. “Questo avviene in un contesto in cui aumenta la disparità tra ricchi e poveri; in cui si sgretolano i diritti del lavoro aumentandone la precarietà; in cui si sottraggono diritti e si trasferisce ricchezza sociale ai ceti speculativi; in cui si umiliano i migranti; in cui si aggrediscono i territori; in cui si sottraggono risorse e sovranità alle comunità locali; in cui si mettono in commercio i beni comuni come l’acqua, i trasporti, l’energia; in cui si tratta il Mezzogiorno come una colonia economica. E’ appunto in questo quadro che si inserisce un generale e articolato processo di negazione delle democrazia e di svuotamento delle assemblee elettive. I luoghi di decisione veri vengono nascosti e resi sempre più estranei alle assemblee elettive, ovvero impermeabili alla volontà popolare. Nel nostro paese assistiamo ad un passaggio di fatto da una forma di democrazia parlamentare ad una di tipo ‘governamentale’. In questo paese viviamo. Ci auguriamo che le prossime elezioni politiche siano il capolinea dell’avventura di Berlusconi. Ma un cambio di governo, di per sé, non è sufficiente. Vogliamo che il cambiamento sia reale, che insieme al governo Berlusconi finisca il berlusconismo, che le politiche liberiste e di guerra vengano abbandonate. Per ottenere questo occorre che la decisione sia riconsegnata nelle mani dei cittadini. Ma questo non si può fare solo difendendo le forme classiche della democrazia. Crediamo che sia necessario promuovere e diffondere le forme della democrazia diretta, accanto e insieme alle istituzioni della democrazia delegata. Diventa indispensabile, per questo fine, conquistare la democrazia nei luoghi di lavoro e che lavoratori e lavoratrici possano votare sulle ipotesi di accordo che li riguardano. E’ determinante difendere e riformare l’istituto referendario. Inoltre, bisogna adottare un sistema elettorale, a livello nazionale, plurale e rappresentativo. Occorre respingere, con il referendum, la controriforma della Costituzione. Si deve cucire nelle città e nei territori, anche grazie a una normativa generale, la trama della partecipazione e della co-decisione, affiancando a sindaci e consigli comunali forme nuove di democrazia cittadina. Ricostruire i diritti del lavoro salariato e di quello precario, riconsegnare i beni comuni alle necessità sociali, creare un sistema energetico fuori dalla dipendenza del petrolio e contro il dogma della crescita infinita, promuovere nel Mezzogiorno una economia del buon vivere non subalterna alla competizione globale, in generale ritrovare una capacità di pianificazione dal basso e partecipata dell’economia, del territorio, del paesaggio: tutto questo, e molto altro, passa per le strade dei municipi, per le società locali, lì dove i cittadini vivono e dove si può rifondare una buona politica che coinvolga invece che escludere”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here