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Domenico La Penna è uno di questi. Laureato in economia col massimo dei voti, lavora a Bologna come consulente finanziario per un’importante azienda. La sua famiglia paterna è originaria di Bisaccia, luogo dove Domenico, ogni volta che torna in Irpinia, si reca con immenso piacere. “Durante le ferie estive riesco a trascorrere un po’ di giorni nel mio paese, agosto è sicuramente il mese in cui la comunità si ritrova in occasione del ferragosto e dei numerosi eventi estivi”. Ma spesso lo sguardo degli emigranti può essere distorto: “Bisaccia andrebbe vissuta – continua Domenico – durante tutto l’anno, in particolare durante i mesi invernali quando non c’è nulla da fare, nessuna struttura in cui potersi incontrare per attività socializzanti o ricreative. Questo mette in evidenza la mancanza di idee per i giovani da parte di chi amministra”. Sono proprio quei giovani senza prospettive che però amano tornare nei loro paesi: “All’università ho incontrato tanti ragazzi che come me avevano lasciato Bisaccia per studiare o per cercare lavoro, tanti amici di infanzia con cui giocavo nel cortile di casa di mia nonna. C’è una sorta di cordone ombelicale che ti tiene attaccato alle tue origini e che, quando sei fuori, ti porta a cercare i tuoi conterranei. Questo fa rabbia perché i comuni dell’Irpinia, così come tutto il Sud, continuano ormai da mezzo secolo ad esportare altrove i suoi cervelli, senza provare a mettere in campo progetti concreti per farli restare”. Bisaccia negli ultimi anni ha cambiato un po’ la sua fisionomia, il centro storico è stato ristrutturato con i fondi del terremoto, è un paese accogliente. Ma questo non basta. “Bisogna pensare seriamente ad una promozione del territorio sviluppando il settore turistico. Ovviamente sarebbe auspicabile – dice Domenico – coordinarsi con i paesi circostanti, immaginando percorsi enogastronomici che portino nei nostri centri antichi turisti da tutta la Campania. Il turismo inteso come promozione dei nostri prodotti tipici, delle nostre bellezze naturalistiche e architettoniche, ma anche come fonte di occupazione giovanile”. Da grande, magari sposato e con figli, torneresti a vivere a Bisaccia? “Si – conclude Domenico – e lo dico convintamene. Sarei felice di far crescere i miei figli in una comunità sana come la nostra. Magari questo sarà possibile, per me e per altri, se un giorno le cose miglioreranno e torneremo a ripopolare i nostri comuni”.