Bisaccia – Il punto sulla Sanità in Alta Irpinia con Frascione (Adc)

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Bisaccia – Pasqualino Frascione, esponente del Comitato Provinciale dell’Alleanza di Centro interviene sul tema della Sanità in Alta Irpinia che, secondo lui, “necessita oggettivamente di soluzioni ben diverse da quelle indicate in questi giorni da attivisti politici locali e riportate sui giornali, perché ledono comunque la dignità dei cittadini altirpini per una sanità lontana anche dai bisogni minimi. I servizi sanitari sono stati tagliati e l’emergenza è inadeguata. Qui si può morire anche per necessità di poco conto”.

“Sono stati consumati atteggiamenti meramente strumentali e poco credibili, atteso il pulpito da cui sono scaturiti certi discorsi corroborati, tra l’altro, da accuse, gratuite indirizzate all’amministrazione comunale, per scarso interesse verso i problemi che affliggono il servizio sanitario locale. Non è certamente a Bisaccia che si risolve il problema annoso della sanità sul nostro territorio”.

“Piuttosto, bisogna rilevare che, in passato, chi ha avuto la responsabilità di programmazione della sanità in questa zona, occupando anche livelli istituzionali di primo piano, ha taciuto, disinteressandosene, nei momenti cruciali, forse per opportunità, mentre a Palazzo S. Lucia, in commissione sanità, altri rappresentanti istituzionali di pari grado, con maggiore sensibilità, partecipavano, invece, alla stesura dei piani ospedalieri sottoponendo ai responsabili regionali le loro necessità”.

“Non sono servite e non servono ulteriori sceneggiate da parte di chicchessia e tanto meno proclami, perché la sanità in Alta Irpinia, come in altre realtà disagiate della regione, va riprogrammata, il piano sanitario regionale va riscritto e deve farsene carico la politica perché il problema è soltanto politico”.

“Una classe politica regionale di centrosinistra che ha avuto il coraggio di cancellare negli anni scorsi l’impianto normativo (L.R. 2/98) attuato dal centrodestra per garantire la sanità nelle zone disagiate della regione, come l’Alta Irpinia, agevolando la spesa e arricchendo di specialità le varie strutture sanitarie interessate, va assolutamente mandata a casa”.

“Le prossime consultazione elettorali regionali sono l’occasione per i cittadini campani di passare ai fatti. Il commissariamento della sanità per lo sforamento dei capitoli di spesa, con la successiva azione di rientro economico hanno finito per penalizzare ulteriormente l’Alta Irpinia con il taglio dei servizi sanitari e per privilegiare, paradossalmente, le zone più popolate dove è stata certificata, invece, una gestione allegra della sanità”.

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