Il Circolo Legambiente “Alta Irpinia”, da molti anni attivo sul territorio della provincia di Avellino attraverso campagne di sensibilizzazione e di supporto alla Pubblica Amministrazione sulla gestione dei rifiuti, ha portato all’attenzione dell’Amministrazione comunale di Bisaccia, oltre due mesi fa, lo scadente risultato della raccolta differenziata: il comune è agli ultimi posti della relativa graduatoria provinciale.
Così in una nota: “Il Circolo ha contestualmente proposto un percorso di rapida uscita dalla situazione attuale, indicando nella riorganizzazione del servizio di raccolta la soluzione al problema: passare, cioè, dall’attuale conferimento dei rifiuti urbani nei cassonetti al ritiro “porta a porta” di tutte le frazioni dei rifiuti, vale a dire umido (già oggi ritirato secondo questa modalità), carta e cartone, plastica e lattine, vetro e residuo indifferenziato, con conseguente rimozione dal centro urbano di tutti i cassonetti attualmente presenti. Il metodo “porta a porta”,secco-umido, infatti, ha già dato prova di efficacia in molti Comuni nei quali è stato adottato: innanzitutto perché semplifica la gestione dei rifiuti da parte dei cittadini -ai quali è richiesto solo lo sforzo di depositare, nel giorno prestabilito, la specifica frazione del rifiuto davanti all’uscio della propria abitazione – ma anche perché responsabilizza i medesimi cittadini a separare correttamente i rifiuti in quanto, venendo meno il deposito “anonimo” nel cassonetto, risulta più facile effettuare i relativi controlli. Per dimostrare che differenziare meglio i rifiuti, oltre ad essere un obbligo normativo, un dovere civico e un atto di tutela ambientale, convenga a tutti -amministratori e cittadini- basta ricordare alcuni dati:
a) la normativa indica, per l’anno 2013, al 75% della produzione totale dei rifiuti l’obiettivo minimo di raccolta differenziata; il Comune di Bisaccia si attesta, ad oggi, al 33%.
b) nei due anni precedenti -2012 e 2011– gli obiettivi di legge erano fissati, rispettivamente, al 65% e 50%, mentre la percentuale raggiunta da Bisaccia si è fermata, in entrambi i casi, intorno al 40%.
c) a fronte dell’inadempienza nel raggiungimento degli obiettivi di legge, il Prefetto di Avellino ha nominato, a febbraio 2013, un Commissario ad acta per la gestione dei rifiuti del Comune, come da prassi nella persona del Segretario Comunale (il commissariamento è avvenuto anche in altri Comuni inadempienti); il commissariamento, tuttavia, non ha prodotto, ad oggi, alcun risultato.
d) la spesa per la raccolta e smaltimento dei rifiuti sostenuta nel 2011, come è possibile verificare direttamente dal relativo Bilancio sociale pubblicato dal Comune, si aggira intorno alla cifra di 550.000€, pari a poco meno di 1/6 delle spese totali: la cifra tiene conto sia delle tariffe del servizio pagate alla società provinciale Irpiniambiente, sia delle spese sostenute per il personale dipendente e interinale impiegato nella raccolta. Quindi una cifra considerevole, con risultati scadenti.
e) la spesa, e quindi la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini, è destinata a salire per due motivi: in primis perché la normativa impone un aumento delle tariffe in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata, in secondo luogo perché, proprio qualche settimana fa, la Provincia ha quasi raddoppiato la tariffa che i Comuni dovranno pagare ad Irpiniambiente per lo smaltimento della frazione indifferenziata dei rifiuti, facendola passare, per il 2013, dai 113€/tonnellata degli anni precedenti agli attuali 193€/tonnellata. Meno si differenzia, più si paga.
f) una recente sentenza della Corte dei Conti, destinata probabilmente a fare giurisprudenza, ha condannato il Sindaco, due Assessori e il Responsabile del servizio di gestione ambientale del Comune di Recco (Liguria) a risarcire i danni provocati dal mancato raggiungimento degli obiettivi di legge della raccolta differenziata. I risarcimenti richiesti vanno dai 20.000 ai 50.000 €.
Il Comune di Bisaccia ha raccolto la proposta avanzata da Legambiente. Nelle ultime settimane si sono svolti quattro incontri in cui sono stati approfonditi sia gli aspetti metodologici sia quelli più strettamente tecnici del sistema “porta a porta”. Anche rappresentanti della minoranza consiliare hanno partecipato ad una delle riunioni e hanno condiviso la necessità di cambiare pagina. A questo punto il Circolo Legambiente attende fiducioso che l’Amministrazione comunale elabori il piano operativo di dettaglio affinché, a strettissimo giro, il nuovo sistema possa vedere la luce; ribadisce, inoltre, la sua disponibilità a partecipare alla campagna di informazione e sensibilizzazione che dovrà necessariamente precedere l’attuazione del piano. Già da ora il Circolo Legambiente invita tutte le associazioni bisaccesi a fornire il proprio contributo attivo alla campagna informativa e chiede ai cittadini, nell’interesse di tutta la comunità, la massima collaborazione. Il comune “modello” nella lotta contro la costruzione della discarica sul Formicoso non può tollerare una percentuale di raccolta differenziata così bassa”.
