
Ariano Irpino – “Credo molto nel sistema delle reti e delle aggregazioni. Nel settore della biomedicina c’è già un tessuto forte nella nostra Regione che deve avere maggiore impulso. Nei prossimi tre anni non mancheranno le risorse, grazie ai FAs Fondo Sociale Europeo per innovazione e ricerca e al PON infrastrutture”.Lo ha annunciato il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il cui intervento ha chiuso la terza edizione del Meeting “le 2ue Culture” svoltosi ad Ariano Irpino, nel centro di ricerca Biogem, dal 7 all’11 settembre. Tracciando un bilancio dei cinque giorni dedicati al confronto tra sapere scientifico e sapere umanistico nei 150 anni dell’Unità d’Italia, il Presidente di Biogem ha annunciato il tema del meeting 2010 che sarà il tempo. Ma ha anche auspicato che il forum delle culture sia un’occasione per tutta la regione e non solo per la provincia di Napoli. “La perifericità – ha osservato Zecchino – non è necessariamente sinonimo di marginalità”. E, nel sottolineare i riconoscimenti internazionali ottenuti da Biogem, l’ex Ministro ha citato le parole di Dulbecco che, tenendo a battesimo il centro irpino, rimarcava come la periferia possa essere capace “di un di più di fusione comunitaria”. “Qui abbiamo un unicum – ha aggiunto Zecchino parlando dello stabulario e del know how per l’analisi ambientale tossicogenomica – che può essere al servizio dell’intero paese. Oltre ad essere organismo di ricerca, siamo centro di alta formazione. Abbiamo una laurea magistrale, 4 dottorati di ricerca, un master in biogiuridica e ci candidiamo a creare una scuola avanzata di studi biotecnologici che sarà la prima scuola ad ordinamento speciale del Sud Italia”. La giornata conclusiva si era aperta con una finestra sulla dimensione internazionale. Il rappresentante del Parco Tecnologico e Scientifico del Qatar Aisha Al-Obaidly ha illustrato le potenzialità delle ricerche condotte dall’emirato, paese sempre più emergente nello scenario internazionale che ha avviato con Biogem una feconda partnership. Il presidente del centro di ricerca irpino Ortensio Zecchino ha annunciato che entro l’anno sarà firmato il protocollo che sancirà l’ingresso all’interno del PST del Qatar di Biogem. Aisha Al-Obaidly ha anche affermato che il Qatar punta a realizzare entro il 2013 uno stabulario sul modello di quello presente a Biogem e giudicato dal premio Nobel Capecchi tra i migliori d’Europa. E proprio le strategie comunitarie sulla ricerca hanno occupato vasta parte della riflessione. “Serve un’azione coordinata a livello Ue: completare lo spazio europeo della ricerca è un’indicazione obbligata” – ha evidenziato Mario Alì, direttore generale per l’Internazionalizzazione della ricerca al ministero dell’Istruzione. “Tre sono i presupposti fondamentali in aderenza agli obiettivi di Europa 202020 senza i quali il futuro sia italiano che europeo è più incerto e sicuramente più complesso: una crescita che sia intelligente, ecosostenibile e socialmente inclusiva” ma anzitutto occorre “riportare al centro del dibattito il tema essenziale della europeizzazione della ricerca”. Il sottosegretario agli affari Esteri Vincenzo Scotti non ha dubbi: “La presenza di Biogem in Irpinia deve suonare come un incentivo per tutto il Mezzogiorno a smettere di piangere e a trovare soluzioni che favoriscano lo sviluppo”. “La crescita -sottolinea Scotti- si ottiene non incrementando le opere inutili e costose o peggio ancora sprecando le risorse, ma concentrandole sull’innovazione. Il mondo universitario sta sempre piu’ dimostrando l’esigenza che queste due culture convivano: l’umanita’ non puo’ progredire senza la scienza ma la scienza senza umanita’, senza mettere al centro il rispetto dell’uomo, non e’ piu’ scienza”. Per il rappresentante della Farnesina, “in Italia e specialmente nel Mezzogiorno vi sono una grande tradizione e un vasto patrimonio rispetto alla cultura umanistica, ma si mostra ancora una notevole debolezza sul versante della cultura scientifica”. Presenti a Biogem per la sezione finale sul contributo dell’Irpinia al risorgimento italiano Emma Giammattei, preside del Benincasa, che ha raccontato con profondità la figura del De Sanctis e il giudice costituzionale Giuseppe Tesauro che ha illustrato la dottrina della nazionalità di Pasquale Stanislao Mancini. Una dottrina a fondamento del disegno di Italia unita e dell’identità dell’individuo che ha ispirato le attuali norme di diritto nazionale ed internazionale. “Il sistema comunitario – ha spiegato Tesauro – ha spostato il suo baricentro: dalla libera circolazione delle merci è passato alla libera circolazione di persone, portatrici di diritti, interessi, bisogni. Ed il diritto internazionale, così come la nostra Corte Costituzionale, tutela e riduce al minimo le differenze, seguendo la lezione del Mancini che poneva il godimento dei diritti individuali al di sopra dell’appartenza alla nazione, al censo, alle pillole di nobiltà”.