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Bimbo cieco a scuola senza i testi in braille: la denuncia del padre

Mirabella Eclano – Costretto ad intraprendere l’anno scolastico senza i libri di testo in braille. E’ la triste storia Pascal, bimbo non vedente dalla nascita, iscritto alla seconda classe presso la scuola statale di Mirabella Eclano.- A farsi portavoce di una vibrante denuncia è il padre, Biagio Tammaro. “Sono indignato – spiega – . Mio figlio non ha ancora i libri in braille perché la Regione Campania, con un decreto dirigenziale, ha adottato una nuova procedura per la richiesta dei libri dell’anno scolastico in corso. Il nuovo regolamento – accusa Tammaro – arriva quantomeno in ritardo, non consentendo l’avvio dell’anno scolastico in modo regolare, e senza chiarire quando i testi arriveranno a scuola” . Il papà di Pascal ricorda ancora come “nella conferenza telefonica del 21 settembre con Uic Campania , la biblioteca nazionale per i ciechi Regina Margherita che si occupa della trascrizione, Antonio Oddati, dirigente del settore 1 (Assistenza Sociale, programmazione e vigilanza sui servizi sociali della Regione Campania) non abbia fornito alcuna rassicurazione in merito”.

Il problema del piccolo Pascal, però, resta tutto. “La scrittura in braille – ricorda il padre – è anche la base per l’orientamento e la mobilità. I bambini ciechi hanno bisogno dei libri come gli altri bambini – continua – ma anche di toccarle le lettere, perchè le loro manine sono come i nostri occhi. E’ la loro memoria visiva. L’episodio sembra destinato a far discutere. Il genitore è determinato a proseguire nella sua battaglia e cita diverse norme costituzionali a suo sostegno(articoli 8, 12, 13), ma precisa di non essere interessato a discussioni di Palazzo. “Al momento il mio pensiero è dare i libri a mio figlio che si chiede perché non possa averli. Capisco che ci siano problemi di bilancio, ma se tagliano le risorse sull’alfabetizzazione dei bambini disabili, un giorno diventeranno adulti che necessitano di costi maggiori per l’assistenza”. Nonostante diversamente abile, il bambino ha infatti raggiunto brillanti risultati scolastici l’anno scorso. Anche per questo, l’appello del genitore è particolarmente accorato: “Sarebbe assurdo – conclude – che l’intelligenza di Pascal, tutte le risorse il lavoro e l’impegno svolto fin ora, fossero vanificate da una tardiva e sbagliata procedura burocratica”.

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