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Il problema del piccolo Pascal, però, resta tutto. “La scrittura in braille – ricorda il padre – è anche la base per l’orientamento e la mobilità. I bambini ciechi hanno bisogno dei libri come gli altri bambini – continua – ma anche di toccarle le lettere, perchè le loro manine sono come i nostri occhi. E’ la loro memoria visiva. L’episodio sembra destinato a far discutere. Il genitore è determinato a proseguire nella sua battaglia e cita diverse norme costituzionali a suo sostegno(articoli 8, 12, 13), ma precisa di non essere interessato a discussioni di Palazzo. “Al momento il mio pensiero è dare i libri a mio figlio che si chiede perché non possa averli. Capisco che ci siano problemi di bilancio, ma se tagliano le risorse sull’alfabetizzazione dei bambini disabili, un giorno diventeranno adulti che necessitano di costi maggiori per l’assistenza”. Nonostante diversamente abile, il bambino ha infatti raggiunto brillanti risultati scolastici l’anno scorso. Anche per questo, l’appello del genitore è particolarmente accorato: “Sarebbe assurdo – conclude – che l’intelligenza di Pascal, tutte le risorse il lavoro e l’impegno svolto fin ora, fossero vanificate da una tardiva e sbagliata procedura burocratica”.