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BILANCI – Il Colonnello Sottili: “In Irpinia ora più legalità”

Avellino – Una città e una provincia che restano obiettivi molto sensibili della criminalità ma dove la legalità si sta diffondendo in maniera sempre più capillare: è la fotografia dell’Irpinia scattata dalla più alta carica dell’Arma dei Carabinieri in loco, il Colonnello Gianmarco Sottili. A poco più di due anni dal suo insediamento in città e con il 2008 ormai agli sgoccioli, Sottili traccia il suo personale bilancio sull’attività svolta, sulle problematiche e, perché no, sulle virtù del territorio e sulle trasformazioni che lo hanno inevitabilmente caratterizzato in questo cospicuo lasso di tempo.

MINACCIA STRISCIANTE – “Dopo aver lavorato per 8 anni in Sicilia – spiega Sottili – ho subito avuto un’ottima impressione di Avellino e dell’Irpinia in generale. Ma allo stesso tempo ho rilevato in tempi non sospetti alcuni preoccupanti indici. All’epoca – torna al suo arrivo in città – erano in pochissimi a registrare questo pericolo, ma molti sintomi rendevano la presenza della malavita molto più invasiva di quanto si potesse pensare”. Piccoli attentati, estorsioni e danneggiamenti vari: questi gli indizi principali di un rischio che si è pian piano tramutato in problema reale come le numerose operazioni antimafia hanno concretamente dimostrato nel giro di due anni.

LOTTA ALLA CAMORRA – Nel lavoro del Colonnello Sottili c’è un punto fermo: la presenza sul territorio. Parte da questo imprescindibile assunto infatti per lui qualsiasi attività di contrasto e non solo in materia di criminalità organizzata. La lotta alla camorra è in ogni caso una priorità: “Abbiamo investito molte energie nelle indagini antimafia – sottolinea – e ne abbiamo raccolto i frutti, come le innumerevoli operazioni condotte soprattutto contro il clan Graziano, ma anche contro i Cava e i Genovese, hanno ampiamente dimostrato”. Torna alla mente, in questo senso, l’Araba Fenice – punta dell’iceberg alla lotta – che, partita nel giugno 2007, ha permesso numerosi arresti in seno ai clan anche nell’anno in corso, evidenziando un altro importante risultato, come rileva Sottili: “Abbiamo impedito il ricompattamento dei Cava e dei Genovese”.

LAVORO IN SINERGIA – I risultati hanno radici solide, quelle del lavoro di squadra. Fondamentale per il numero dell’Arma, la collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli diretta dal dottor Lepore e dal coordinatore Roberti e il sostegno del PM Maria Antonietta Troncone, “che ora ci lascia”, commenta. Per lei nuovo incarico come Procuratore Aggiunto a Nola: viene sostituita dal dottor Francesco Soviero. E tra le cooperazioni sul territorio spicca anche la stretta collaborazione con la Procura di Avellino e il dottor Mario Aristide Romano. “Una sinergia attivata non solo nel contrasto diretto alla camorra – spiega – ma anche verso l’investigazione, ad esempio, dei cosiddetti ‘reati fine’ ad essa collegati”.

PRESENZA COSTANTE – “Gironzolare in macchina sono convinto che non porti a nessun risultato, bisogna parlare con la gente e soprattutto essere costantemente presenti sul territorio”. E’ la ricetta della prevenzione di Gianmarco Sottili. “Attraverso i posti di blocco – precisa – garantiamo la sicurezza di tutti e riusciamo a risalire ai reati più disparati. Anche il servizio a piedi ha un ruolo importante in quest’ottica. E’ una misura che decisamente funziona”. Ma c’è dell’altro. “Stando tra la gente – aggiunge – si consolida la fiducia reciproca tra carabinieri e cittadini. E i fatti dimostrano che questo connubio può risultare determinante per l’esito di molte operazioni”. Parla di un rapporto che diventa progressivamente virtuoso Sottili. Ma una buona parola viene spesa anche per la stampa e il “suo contributo di sensibilizzazione, positiva o critica in base alle necessità, rispetto ai problemi comuni”.

FASCE DEBOLI – Ognuna con le sue problematiche, le categorie degli anziani e dei giovani sono al centro dell’impegno dell’Arma. “”Con l’invecchiamento della popolazione – sostiene Sottili – i tentativi di truffa inevitabilmente aumentano. Anche in questo caso la collaborazione dei cittadini potrebbe fornire una mano decisiva al contrasto del fenomeno”. Il lavoro in questo campo è assiduo: “Siamo sulle tracce di un gruppo di persone specializzato in questo tipo di raggiri – anticipa – e presto ne coglieremo i risultati”. Discorso diverso per i giovani. “Il disagio giovanile si fonda su più insidie, dalla droga all’alcoolismo, dal bullismo alla movida violenta. Devo comunque evidenziare che la situazione generale negli ultimi tempi è sensibilmente migliorata se penso che appena arrivai in città affrontammo una vera e propria emergenza, dettata da delicate vicende come quella dell’omicidio di via de Concilis”. E prezioso in quest’ottica per Sottili è stato anche il lavoro svolto dalle Procure di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia.

SICUREZZA E LAVOROE’ inutile nasconderlo, il fronte lavoro, e le sue propaggini, tra cui, fondamentale, la sicurezza, non sono in un buono stato di salute. Lo conferma lo stesso Sottili riferendosi in particolare alle ispezioni sui cantieri: “I sopralluoghi che si fanno da queste parti – assicura – non si effettuano in nessun altro posto. E’ dal dicembre 2006 che battiamo costantemente cantieri pubblici e privati e la situazione che ne emerge non è certo ottimale. Forse sarà un effetto collaterale della crisi, senz’altro distorto e inammissibile, ma più procediamo con i controlli, maggiori irregolarità vengono alla luce”.

E DOVE NON ARRIVANO I MEZZI… – …arriva la dedizione. Qualcosa di più di un semplice slogan, è lo spirito che anima il Corpo e ne garantisce l’efficienza, per il Comandante Provinciale. “Gli strumenti per la sicurezza qualche volta possono non essere sufficienti, ma a questa carenza spesso si riesce a sopperire con il sacrificio del nostro personale”.

SPLENDIDI CARABINIERI – Così definisce i suoi uomini il Colonnello. “Hanno il loro peso determinante – dichiara – in tutti i successi conseguiti sui vari fronti operativi”. E proprio sotto il profilo dell’attività investigativa arrivano le lodi al Reparto Operativo e alle Compagnie di Avellino, Ariano Irpino, Baiano, Mirabella Eclano, Montella e Sant’Angelo dei Lombardi.

IL 2009 – “Anche i nostri dati confermano che in tema di legalità le cose vanno tangibilmente migliorando. All’aumento dell’attività investigativa è seguito un forte abbattimento dei reati, soprattutto quelli gravi – spiega – ma l’Irpinia non deve cullarsi sulle statistiche, la soglia di attenzione deve rimanere alta”. E così lo sguardo si rivolge al futuro, al 2009 ormai alle porte. “Le priorità dell’Arma – conclude Sottili – restano le stesse del 2006: malavita organizzata, bande criminali (provenienti in particolare dal napoletano, dal foggiano e dal salernitano, ndr) e disagio giovanile”. L’Irpinia, insomma, può dormire sonni tranquilli: il Comando Provinciale di via Roma è già pronto ad affrontare il futuro. (di Eddy Tarantino)

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