Biglietti contraffatti: sette denunce per truffa aggravata

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Operazione ‘Unico’: sette persone denunciate per truffa aggravata in concorso. Circa 200mila euro l’ammontare dei danni arrecati all’Air che grazie all’intervento della Compagnia dei Carabinieri di Avellino, guidata dal Colonnello Giammarco Sottili, e alla collaborazione di una agenzia investigativa, ha svelato il giallo dei biglietti contraffatti. Una operazione partita lo scorso maggio quando l’Air, in seguito ad analisi di mercato, aveva riscontrato una netta divergenza tra il numero dei passeggeri delle linee di trasporto provinciali e l’ammontare dei biglietti venduti. Indagini certosine che hanno condotto oggi alla denuncia a piede libero di sette persone. Si tratta, nello specifico, di uomini tra i 20 e i 27 anni – tranne il caso di un 41enne – tutti pregiudicati (reati contro il patrimonio, spaccio di droga e truffa) provenienti dall’Irpinia e dal napoletano. Tra questi anche uno straniero originario di Bagdad. Una prassi standard quella utilizzata dai sette complici: gli uomini si allocavano all’interno delle autostazioni recuperando biglietti già obliterati. Con l’utilizzo di apposite sostanze chimiche, prevalentemente a base di candeggina, provvedevano ad eliminare il marchio dei biglietti già timbrati. Una dinamica peraltro appresa da un commerciante di calzini del napoletano. Dopo averli resi ‘nuovi’, i biglietti venivano reimmessi sul mercato ad un prezzo inferiore di circa il 50 per cento. Un fenomeno dalla portata molto ampia: gli uomini operavano in tutto il territorio provinciale. Circa 600 sono al momento i biglietti contraffatti rinvenuti dai militari nel territorio irpino e sequestrati, insieme al materiale chimico utilizzato, a seguito di perquisizioni negli appartamenti dove la banda provvedeva alla contraffazione. Preferenze anche nella vendita: i biglietti più richiesti, infatti, erano quelli relativi alla tratta Avellino-Napoli, venduti per una cifra di circa 1 euro e 50 centesimi rispetto ai 3 euro e 20 centesimi imposti dall’azienda. Insomma, una strategia letteralmente con i fiocchi: gli uomini, infatti, si appostavano presso le biglietterie e fingendo di non avere più necessità del documento di trasporto anticipavano la vendita da parte dell’agenzia. A supportare il piano anche la ‘convenienza’ del prezzo che in molti casi avrebbe dovuto far sorgere un campanello d’allarme agli ignari acquirenti. Non solo. Qualora le scorte del materiale contraffatto fossero state esaurite, in pochi minuti i componenti del gruppo, utilizzando i bagni delle stazioni, provvedevano alla ‘creazione’ di nuova merce utilizzando lo stesso materiale, con un risultato non propriamente perfetto ma senza dubbio utile a scongiurare qualsiasi tipo di sospetto. Ma oggi la banda è stata sgominata anche se l’operazione non può definirsi propriamente conclusa. “Il raggio di azione è ampio – ha spiegato il Maggiore Francesco Merone – e non escludiamo di poter giungere nei prossimi giorni all’individuazione di ulteriori complici e al rinvenimento di altri biglietti contraffatti”. Il che farebbe aumentare anche l’importo dei danni causati all’Air. Soddisfatto del risultato il presidente dell’Azienda Costantino Preziosi: “I nostri sospetti sono stati confermati dall’esito delle indagini. A mio avviso in chi acquistava c’era la consapevolezza di commettere un reato”. Da qui provvedimenti urgenti: “Disporremo l’installazione di nuove obliteratrici. Il sistema del timbro sarà sostituito da quello della perforazione o del taglio. In questo caso la duplicazione diverrà più difficile”. Ma l’amaro in bocca resta al di là del danno subito: “Come azienda offriamo un servizio che supera la sufficienza e ad un prezzo peraltro molto esiguo. Per questo non riesco a giustificare non solo chi ha pianificato la truffa ma ancor più gli acquirenti”. (di Manuela Di Pietro)

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