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Masullo nasce nell’aprile del ’23 nella casa di famiglia in via Mancini ad Avellino. A due mesi, il trasferimento a Torino dove trascorse i primi dieci anni della sua vita (“… in me resta anche la nebbia della cultura piemontese, cultura caratterizzata da profonda analisi”). Nel 1933 si trasferisce con la propria famiglia a Nola, dove compie gli studi superiori all’ombra del grande Giordano Bruno. “Ma ogni volta che tornavo ad Avellino era una festa dell’anima. Ho sempre portato in me il rimorso e la colpa di aver abbandonato la città ma l’appuntamento odierno rappresenta un ritorno che dà alla mia vita qualcosa che la mia vita non aveva ancora. Posso dire di sentirmi finalmente vicino ai grandi spiriti che hanno fatto grande la storia di Avellino”.
Masullo parla anche del difficile momento che sta attraversando il Paese: “Occorrerebbe però un discorso assai lungo – dice -. Io comprendo questi momenti di stanchezza e di sconforto perchè quando le sofferenze vengono portate a lungo diventano insofferenze. E’ un momento in cui si misura la capacità con cui un popolo può costruire nuovi mezzi per affrontare le difficoltà. Io non sono nè pessimista nè ottimista, sono un realista, e perciò dico che abbiamo molte forze inespresse”.
“E’ un momento difficile in cui c’è necessità di mostrare la nostra forza nascosta. La situazione è apparentemente sconfortante, alle nuove generazioni manca il futuro. Ma se questo è vero, è vero che i giovani oggi hanno la fortuna di sperimentare le durezze dei sacrifici e di dimostrare l’orgoglio per risolvere le difficoltà”.