
L’Italia inefficiente nella gestione pubblica del suo patrimonio culturale. Questo il tema sul quale verte l’interrogazione rivolta al Ministro dei beni culturali Sandro Bondi, presentata dall’on. Giulia Cosenza (Fli) in Commissione Beni Culturali. “L’Italia possiede il più grande e straordinario patrimonio culturale del mondo. Eppure – stigmatizza la Cosenza – la gestione pubblica di questo patrimonio è spesso insufficiente per mancanza di risorse e per carenze organizzative. Sul polo opposto si pongono Paesi come gli Stati Uniti, la Francia, la Germania o la Gran Bretagna, che al contrario sono dotati di un patrimonio culturale certamente di minore spessore, sia quantitativo che qualitativo, rispetto all’Italia. Eppure lo sanno sfruttare nel modo migliore – incalza il deputato Fli – valorizzando sia sul piano della conservazione che su quello dell’utilizzo a fini turistici, grazie in particolare al ricorso alle risorse del privato”. Ed è così che l’on. Cosenza incalza le sue proposte tra le quali, in primis, quella di affidare, in totale concessione ai privati, i musei italiani peggio gestiti e più periferici. Ulteriore ipotesi, secondo Giulia Cosenza, potrebbe essere estendere il credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo, anche alle sponsorship delle imprese private coinvolte in progetti culturali.