
Antonio Bassolino scrive a Silvio Berlusconi per la difficile situazione del comparto auto in Campania, dove la crisi è sempre più profonda soprattutto negli stabilimenti di Pratola Serra e Pomigliano, in cassa integrazione da dicembre fino a marzo. Alla Fma, infatti, i 2000 dipendenti sono stati già 16 settimane in cassa integrazione. Scrive inoltre Bassolino: “A Pomigliano d’Arco, dove il gruppo torinese ha fatto investimenti per un importante piano di riqualificazione che ha riguardato non solo le strutture ma anche i circa 5.000 dipendenti, la situazione è aggravata dal venir meno della produzione dei modelli ‘Bravo’ e per le declinanti prospettive di mercato dell’Alfa 147. Ad oggi per tutto il 2009 è previsto un utilizzo degli stabilimenti per non oltre 2-3 mesi”. E ancora: “E’ importante che Fiat, anche alla luce del recente accordo statunitense Chrysler, definisca un nuovo progetto industriale per tutti gli stabilimenti italiani, compresi quelli della Campania e sia in grado di assegnare una nuova missione produttiva per Pomigliano d’Arco e per Avellino”. Occorre anche un “…autentico piano nazionale, un intervento a sostegno del settore sul modello delle significative misure assunte da Usa, Germania e Francia”. Infine Bassolino offre una soluzione e propone interventi straordinari per il periodo 2009/2010 a sostegno dei redditi dei lavoratori di settore, riconoscendo l’80 per cento effettivo della retribuzione; l’estensione della cassa integrazione ai lavoratori precari e alle piccole aziende con meno di 10 dipendenti per la ordinaria e a quelle con meno di 16 dipendenti per la straordinaria, nonché durata e valore massimo della indennità di disoccupazione ordinaria per i precari già licenziati. Bassolino crede anche sia opportuno che a questo tavolo nazionale ci sia una partecipazione delle Regioni, proprio per “…dare una risposta comune ad una crisi senza precedenti”.