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Secondo Bassolino, il Pd deve fare autocritica ed evitare, in Italia come in Campania e in Irpinia, la frantumazione e il distacco dalla realtà. Mai un accenno alla polemica sorta negli ultimi giorni con il suo successore a Palazzo Santa Lucia, l’ex sindaco di Napoli ha analizzato minuziosamente, dalla formazione ad oggi, i passi e le vicende che hanno accompagnato la costituzione del progetto Pd, non lesinando accuse e spunti di critica.
Per il Pd il risultato delle ultime regionali è stata ‘una botta’. Lo afferma senza mezzi termini Bassolino che nel corso del suo intervento ha sviscerato i mali di un partito che “… è nato male e tardi e che ha affrontato le elezioni troppo presto”.
“Siamo schietti – ha ammesso – il voto delle regionali è stato brutto perché abbiamo perso in Regione fondamentali del Mezzogiorno, come la Campania e la Calabria, abbiamo perso in Piemonte pur alleati con l’UdC, abbiamo perso nel Lazio anche senza la presenza della lista del PdL. E guardando indietro, alle politiche e alle europee, la situazione non è stata delle migliori. Dobbiamo cominciare tutti quanti a riflettere, quelli che hanno creduto di meno nel Pd e soprattutto quelli che hanno creduto di più nel nostro progetto. Dobbiamo farlo anche in vista delle Comunali del prossimo anno”.
A lanciare l’amo è l’ex consigliere regionale irpino del Pd, Anzalone: “Se domani si sciogliessero le Camere, con chi andremo alle elezioni? Con quale progetto? Con quali alleati? E perché il centrosinistra dovrebbe essere più attraente di un centrodestra che parla alla pancia degli italiani?”.
Interrogativi che hanno trovato risposta nelle annotazioni dell’ex Governatore: “Il punto è spingere per ricomporci, evitando di aggiungere crisi a crisi, evitando di rinviare a data da destinarsi una rilessione interna. Il post elezioni era un tempo una impegnativa occasione di meditazione politica e sociale, presupposto fondamentale per guardare avanti. Da tempo noi lo stiamo evitando, rischiando di perdere il meglio della nostra tradizione. Non abbiamo più alibi ormai. No alla semplificazione dei discorsi, no alla visualizzazione della realtà senza critica. Quando questo è lo stato dell’arte, è necessario fare un’analisi approfondita sulla sua complessità e sui fattori che l’hanno scaturita”.
LA QUESTIONE SUD – “Negli ultimi 9 anni il centrodestra è stato al Governo per 7 anni con enorme pendolarismo politico e con una visione scarsamente europeista – ha continuato Bassolino – Ad oggi, è il Sud che rischia di più nella manovra. Ma il Mezzogiorno non è stato sempre immobile. Nel ’96, per la prima volta, gli indici economici del Sud Italia hanno avuto segno positivo, con medie superiori a quelle nazionali. Questo per due ragioni: per l’esperienza e l’operato dei sindaci e grazie al Governo Prodi, uno dei padri di riferimento in Italia, con Ciampi, della costruzione dell’Europa. E’ grazie anche alle loro scelte se l’Italia è ancora in piedi”.
PD IRPINO, APPELLI ALL’UNITA’ – Ma l’appuntamento di oggi è stata anche l’occasione per approfondire quanto sta accadendo in queste ore in seno al parlamentino di piazza del Popolo. Da Anzalone l’invito a rasserenare i toni: “Stiamo vivendo un periodo brutto anche nella città capoluogo – ha affermato – Dobbiamo mettere alla sordina tutte le polemiche in corso che, seppur legittime, danno vantaggio soltanto ai nostri avversari politici. La Giunta Galasso va difesa strenuamente”.
Di qui l’intervento del sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso: “I problemi di questi giorni – ha detto – non aiutano a consolidare l’immagine del Pd. Dobbiamo mettere da parte le acredini e le discussioni. Fra un anno o poco meno, 29 Comuni irpini saranno chiamati al voto: dobbiamo lavorare per fortificare il partito. D’ora in poi il Pd tenga conto che quanto accade ad Avellino non deve essere la giustificazione delle polemiche. Chi non è soddisfatto non può fare il bastian contrario”.
Sono intervenuti al dibattito Alberta De Simone, Caterina Lengua, Gerardo Adiglietti, Chiara Maffei, Domenica Lomazzo, Enzo Venezia, Antonio Gengaro, Antonio Di Nunno, Tonino Festa, Gianfranco Iacobelli, Raffaele Spagnuolo, Francesco Todisco, Aldo D’Andrea e Enzo Petruzziello.