Bassolino contro il “recinto chiuso”, De Mita contro la “setta”

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Flammia vittima di un recinto chiuso. E’ la frase che rimbomba nella sala dell’Ex Eca di Calitri dinanzi alla folta platea – ci sono Gerardo Adiglietti , Lucio Fierro, Peppino Di Iorio, Gaetano Sicuranza, Rosanna Repole, Giuseppe Di Milia , Angelo Marciano, etc. etc. Al tavolo il presidente Antonio Bassolino,l’assessore regionale Rosetta D’Amelio, , il senatore Angelo Flammia -. E’ il governatore Antonio Bassolino che dopo la tappa venticanese voluta dagli imprenditori locali e non solo, nella quale mette in luce le priorità di un Mezzogiorno che può ancora farcela, insieme alla sua fedelissima Rosetta D’Amelio, non manca di mettere evidenza la responsabilità politica nonché la lezione politica offerta dal senatore Angelo Flammia. “E’ stato un bravo senatore e avrebbe dovuto avere a prescindere dalla logica delle correnti interne, la possibilità di essere rieletto. La sua esperienza non può essere persa”. A tale proposito fa un passo indietro: “Ho fatto tante battaglie di minoranza per affermare il diritto alla libertà. Oggi siamo giunti ad un punto che la dialettica interna corre il rischio di frantumarsi lasciando spazio a recinti chiusi”. Si deve insomma avere la libertà di dire che “Flammia è stato bravo”. Ma l’incontro di ieri non solo, un’occasione di riconoscenza nei confronti di Angelo Flammia ma anche un modo per dialogare con i cittadini irpini e per dire ancora una volta che la “grande battaglia contro il centrodestra si divide in tre tappe: politiche, amministrative, referendum di giugno contro la devolution e lo stravolgimento della Costituzione”. Contro le scelte “dissenate”, ha commentato la D’Amelio del Governo Berlusconi “mentre – ha continuato il presidente noi eravamo impegnati in Cina ad intrecciare rapporti, Berlusconi se ne usciva con la storia dei bambini bolliti”. Affondi contro il presidente del Consiglio che diventano velenosi a Fontanarosa, dopo il “passaggio” nell’affollatissima Mirabella. “Oggi – ha detto il leader della Margherita nonché candidato alla Camera Ciriaco De Mita – si tende ad esaltare la figura della persona e la funzione del potere. Questo è il modello del berlusconismo che predilige la fantasia degli interessi. Ed è in declino. Lo sforzo che sta facendo la Margherita, soprattutto in Campania, è quello di unire le forze per l’interesse generale”. E ancora. “La sera del 10 aprile faremo un vero e proprio manifesto dei caduti e ce ne saranno molti”. De Mita non poteva non ritornare sulla questione tensione a Palazzo Caracciolo: “Noi prendiamo coscienza dei problemi, gli altri fanno solo polemiche senza proposizioni. La politica generale deve creare le condizioni per il governo locale. Una volta si viveva di beghe tra e dentro i comuni, oggi invece i cittadini hanno capito che si può ctrescere anche al’interno del proprio paese”. E poi chiamando in causa, in maniera però implicita il diessino Angelo Giusto, Aurisicchio e D’Ambrosio, li ha additati come un gruppo “settario”. “Nella nostra provincia questo che dovrebbe essere l’alleato della Margherita più coeso è invece quello più chiuso dentro la logica di contrapposizione. Ed infine, “E’ la dannazione di Dio all’intelligenza perversa”.

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