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“Indifendibili”, “…gara imbarazzante”, “…occorre uno choc”. Scene e parole che pensavamo di aver lasciato alle spalle per sempre. Perché se quella passata, era stata una stagione nata sbagliata e proseguita pure peggio, quella presente almeno doveva essere la stagione della riscossa, del perdono, la stagione che avrebbe ripagato i tifosi delle sofferenze patite con le sconfitte contro l’ultima della classe Pesaro, delle grane interne allo spogliatoio, delle parole dette e non dette.
Invece. Invece, tutto fatalmente è ancora lì, come sospeso in una sorta di limbo. E’ pur vero che, a differenza di 12 mesi fa, la Sidigas Avellino oggi ha in mano il biglietto per le Final Eight di Coppa Italia, è pur vero che Avellino ritorna dunque a giocarsi la competizione tricolore dopo due anni di purgatorio, ma a voler essere pignoli e cattivi, occorre necessariamente dire che le vittorie sono le stesse dello scorso gennaio e che a Desio sarebbe dovuta andarci Bologna, non fosse stato per i due punti di penalizzazione che le V Nere si portano dietro dall’estate.
E poi l’ultima gara, quella persa contro Varese, a certificare questo stato di involuzione incalzante: Trasolini che, solo spalle a canestro, viene “invitato” dal pubblico a girarsi verso il ferro e tirare, le ataviche difficoltà ad attaccare a difesa schierata, il tiro da fuori che non va (perché semplicemente non c’è circolazione di palla atta a creare spazi per i tiratori), un Gaines da prendere a schiaffi, il quasi ammutinamento dell’ultimo quarto.
Detto ciò, non basteranno tagli o dimissioni (la scorsa stagione insegna…) per dare la svolta al campionato. Vitucci, che è il primo responsabile dell’andamento “no” dei biancoverdi, ha l’obbligo morale – hic et nunc – di motivare e risollevare i suoi uomini, il suo gruppo, perché se è vero che in campo scendono loro, gli atleti, e non il tecnico, è altrettanto vero che Vitucci ha messo il proprio marchio sull’attuale roster della Scandone, scegliendo i vari Gaines, Hanga, Anosike, Harper, Banks e rinunciando – nell’ordine – all’attuale terzo miglior marcatore di Spagna (Dean, ndr), all’attuale ottavo miglior rimbalzista e primo per falli subiti sempre in Liga ACB (Ivanov), al miglior tiratore della A2 Gold (Biligha). Ora più che mai, è il momento di fare (e agire da) squadra.
di Antonio Pirolo