Basket serie A – Ferrara crede nella salvezza della sua Scandone

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Domenica Maurizio Ferrara, giovane play avellinese dell’Air, ritroverà Zare Marcovsky. Fu proprio il coach macedone a lanciare nel basket che conta il prodotto del settore giovanile della Scandone. In vista dell’incontro con Bologna, abbiamo scambiato qualche parola con il campioncino di casa nostra. Si è parlato dell’Air, di Zare, e del suo futuro.
Allora Maurizio come valuti fino a questo momento la tua stagione?
“E’ senza dubbio per me un’annata positiva. All’inizio ho avuto molti minuti a disposizione e credo anche di aver ricambiato la fiducia del coach con delle buone prestazioni. Poi con l’arrivo di Bobbit, che può giocare anche da play, le gerarchie sono cambiate ed io ho trovato meno spazio. Sono comunque contento di come sono andate le cose fino ad ora”.
Nei mesi passati voci di mercato ti volevano in B1 a Brindisi. E’vero?
“Si è vero c’è stato qualche contatto, ma ho preferito rimanere a casa mia. Inoltre in quel periodo io avevo molto spazio, c’erano anche degli infortunati e la squadra aveva bisogno della mia presenza. Se dovessi tornare indietro rifarei la stessa scelta.”
Al PalaMalaguti ritroverai il tuo ex tecnico, cosa ti senti di dire all’allenatore che ti ha lanciato?
“Non posso fare altro che ringraziarlo. Ricordo quando mi gettò nella mischia, non ancora 17 enne, in quel di Cantù. Non so quanti avrebbero dato fiducia ad un ragazzino esuberante come me. Ringrazio Zare anche per aver regalato alla Scandone tre salvezze tutte molto tranquille”
Quali differenze ci sono tra Andrea Capobianco, attuale coach della “tua” Air, e Marcovsky?
“Andrea lo conosco molto bene. Mi ha allenato nel settore giovanile, mi ha insegnato tanto. E’ un grandissimo allenatore, prepara ogni partita con grande precisione non lasciando nulla al caso. Zare è meno puntiglioso. Durante le partite potremmo definirlo il “re dell’improvvisazione”. Con le sue magate tattiche cerca di mettere in difficoltà gli allenatori avversari. Ricordate quante partite abbiamo vinto con i cosiddetti 4 piccoli in campo?”
In questi anni hai avuto modo di allenarti con grandi campioni. Da chi hai appreso di più?
“Da Fortè a Green, passando per Rodilla tutti mi hanno regalato qualcosa. Quest’anno però ho la fortuna di allenarmi con Bonora, uno dei migliori playmaker italiani di sempre. Questi giocatori sono diversi da me. Sono tutti dei gran ragionatori, mentre io sono più istintivo”.
Il Prossimo anno cosa farà Maurizio Ferrara?
“Ho ancora due anni di contratto con la Scandone. Rimarrei volentieri ad Avellino, perchè giocare ai massimi livelli con la squadra della mia città è un sogno. Ma forse per il mio bene è giunto il momento di fare esperienze altrove, anche in altre categorie. Ho bisogno di confrontarmi con altre realtà, cercando magari di diventare protagonista”.
Quante possibilità ha l’Air di salvarsi?

“Io credo tante. Roseto, Capo d’Orlando e Livorno sono lì ad un passo, possiamo raggiungerle. Sono sicuro che anche quest’anno compiremo il miracolo”.
(di Giovanni La Rosa)

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