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Basket – Scandone, per un 2009 di successi serve continuità

Avellino – La Scandone allunga il suo importante cammino lontano dalle mura amiche, raggiungendo quota 4 vinte e 2 sole perse negli impegni in trasferta. Un passo da ‘grande’, lo stesso tenuto dai biancoverdi lo scorso anno, quando Green e compagni fuori casa furono fermati solo da Roma e Siena nelle prime 12 giornate di campionato. A questo punto, con i dati e soprattutto la classifica alla mano, ci si rende conto di quanto dolorosi siano stati i passi falsi commessi sul parquet del “Del Mauro” contro Ferrara, Udine e Biella, le carrozze che compongono il trenino di coda del torneo. Con due vittorie su tre (tutte a portata se si pensa che gli irpini erano avanti anche di 10-15 lunghezze) ora l’Air sarebbe seconda alle spalle solo dell’inarrivabile Montepaschi Siena. Senza voler trovare inopportune giustificazioni al roster allestito da coach Markovski va detto che ci sono due fattori incontrovertibili che hanno contribuito in maniera significativa alle debacle interne del lupo: la stanchezza per il doppio impegno europeo e l’oggettiva difficoltà che i cestisti (specialmente i meno esperti) hanno nel relazionarsi con il complesso sistema di pallacanestro del macedone.
L’altalena di gioco e risultati non è figlia del caso, inoltre uno spogliatoio per la prima volta nella sua storia così altamente competitivo nelle sue individualità non ha facilitato le cose. L’Air sta imparando sulla propria pelle (e con successo) cosa vuol dire dover gestire e dover essere una squadra di alto livello. Alla lunga siamo sicuri che la qualità del roster verrà fuori.
Contro Teramo ancora una volta l’Air ha mostrato tutto il bello che c’è nel suo gioco: tiri ben costruiti e ben presi, una panchina devastante nel suo impatto e un nucleo di titolari in grado sempre e comunque di fare la differenza. Ma la Scandone di quest’avvio è così, un pugno e una carezza.
Intanto, il ‘caso Williams’ – dopo aver raggiunto il suo climax con l’esclusione contro Udine – continua a tenere banco in casa Scandone ma la via scelta, quella della mediazione tra le caratteristiche dell’ex Wake Forest e il sistema di Zare, appare l’unica in grado di essere produttiva ed efficace per tutti e soprattutto la più congeniale al conseguimento dei risultati. Williams, per quanto per caratteristiche fisiche sia l’esatto opposto del centro tipo di Markovski, rimane con molta probabilità il centro dal maggiore e più affidabile rendimento offensivo di tutto il campionato (le percentuali sono tutte lì da vedere) ed anche in difesa, quando mette il suo corpo tra l’attaccante e il canestro, si conferma tranquillamente come uno dei muri meno valicabili di tutta la serie A. Anche Big E sta assimilando i concetti di Markovski e più o meno implicitamente il sistema lo premia, consentendogli di mettere a referto cifre importanti. Resta il problema dei falli, ma spetta ad Eric riuscire a limitarsi in una situazione di gioco in cui è meno protetto dai ritmi rispetto all’anno scorso. La partita contro Udine ha inoltre rilevato l’assoluta necessità di Williams in area. Per quanto la Scandone in molte occasioni abbia giocato meglio senza di lui, rimbalzi, difesa, presenza e minaccia offensiva e difensiva sono tutte doti che il moro porta con se e che sono difficilmente riscontrabili negli altri lunghi a disposizione di Zare. Contro Teramo i passi in avanti, in questo senso, sono stati giganteschi: l’Air si è appoggiata a Williams nei primi quarti e lui ha ripagato con un 6/6 da 2 e una buona difesa. E’ senza dubbio questa la via da seguire. Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno dunque? La delusione per alcune partite orribili gettate al vento è senza dubbio forte e la tentazione di voler bollare questo avvio come ‘deludente’ ma la qualità della squadra, i progressi visti e le reali possibilità dimostrate di lottare con tutti ci spingono ad essere ottimisti: il 2009 per la Scandone può essere ancora una volta un anno ricco di sorprese e soddisfazioni.

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