![]()
L’altalena di gioco e risultati non è figlia del caso, inoltre uno spogliatoio per la prima volta nella sua storia così altamente competitivo nelle sue individualità non ha facilitato le cose. L’Air sta imparando sulla propria pelle (e con successo) cosa vuol dire dover gestire e dover essere una squadra di alto livello. Alla lunga siamo sicuri che la qualità del roster verrà fuori.
Contro Teramo ancora una volta l’Air ha mostrato tutto il bello che c’è nel suo gioco: tiri ben costruiti e ben presi, una panchina devastante nel suo impatto e un nucleo di titolari in grado sempre e comunque di fare la differenza. Ma la Scandone di quest’avvio è così, un pugno e una carezza.
Intanto, il ‘caso Williams’ – dopo aver raggiunto il suo climax con l’esclusione contro Udine – continua a tenere banco in casa Scandone ma la via scelta, quella della mediazione tra le caratteristiche dell’ex Wake Forest e il sistema di Zare, appare l’unica in grado di essere produttiva ed efficace per tutti e soprattutto la più congeniale al conseguimento dei risultati. Williams, per quanto per caratteristiche fisiche sia l’esatto opposto del centro tipo di Markovski, rimane con molta probabilità il centro dal maggiore e più affidabile rendimento offensivo di tutto il campionato (le percentuali sono tutte lì da vedere) ed anche in difesa, quando mette il suo corpo tra l’attaccante e il canestro, si conferma tranquillamente come uno dei muri meno valicabili di tutta la serie A. Anche Big E sta assimilando i concetti di Markovski e più o meno implicitamente il sistema lo premia, consentendogli di mettere a referto cifre importanti. Resta il problema dei falli, ma spetta ad Eric riuscire a limitarsi in una situazione di gioco in cui è meno protetto dai ritmi rispetto all’anno scorso. La partita contro Udine ha inoltre rilevato l’assoluta necessità di Williams in area. Per quanto la Scandone in molte occasioni abbia giocato meglio senza di lui, rimbalzi, difesa, presenza e minaccia offensiva e difensiva sono tutte doti che il moro porta con se e che sono difficilmente riscontrabili negli altri lunghi a disposizione di Zare. Contro Teramo i passi in avanti, in questo senso, sono stati giganteschi: l’Air si è appoggiata a Williams nei primi quarti e lui ha ripagato con un 6/6 da 2 e una buona difesa. E’ senza dubbio questa la via da seguire. Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno dunque? La delusione per alcune partite orribili gettate al vento è senza dubbio forte e la tentazione di voler bollare questo avvio come ‘deludente’ ma la qualità della squadra, i progressi visti e le reali possibilità dimostrate di lottare con tutti ci spingono ad essere ottimisti: il 2009 per la Scandone può essere ancora una volta un anno ricco di sorprese e soddisfazioni.