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Basket, rendez vous che fa male: Green e Smith stendono l’Air 58-79

Sembra solo ieri quando c’erano i tiri di Green da otto metri, marcato da Jumaine Jones o Mc Intyre poco importava, ad infimmare il Del Mauro. E i fans biancoverdi non potranno mai dimenticare l’angosciante perfezione di Devin Smith quando, nella tre giorni di Casalecchio, regalò la Coppa Italiafaccia a faccia con il proprio passato. Lo scenario dell’incontro è stato il Pentagono di Bormio, ed è stato un peccato che ad assistere non ci fossero i tifosi della Scandone: qualcuno, scommettiamo, avrebbe anche versato qualche lacrimuccia. Gli stessi giocatori, stando a quanto viene raccontato, hanno provato una fitta nello stomaco quando di fronte hanno avuto quei colori che hanno contribuito a portare sul tetto dell’Europa che conta. Saluti affettuosi con la vecchia guardia, quattro chiacchiere, qualche “e se fossi rimasto ad Avellino…chissà” che magari ha sfiorato la mente dei due mori, specialmente di Smith, il più legato e quello inizialmente meno convinto dell’approdo in Turchia, per il quale hanno pesato diversi fattori, non solo il sontuoso contratto offerto dalla blasonata società di Istambul. Poi subito sul parquet, per quaranta minuti di partita ‘vera’. Nel basket, come nello sport professionistico in generale, le emozioni lasciano il tempo che trovano e a parlare sono i risultati. E anche qui Marques e Devin si sono confermati: per loro ordinaria amministrazione, la ‘solita’ prestazione da campioni che lascia poco spazio ai fraintendimenti. Il 58-79 finale la dice lunga sullo svolgimento della gara, giocata a ritmi semplicemente troppo alti per i lupi, più indietro nella preparazione rispetto ai turchi e con le solite rotazioni a ‘metà’. Slay tenuto ancora fermo (ma ha regolarmente ripreso gli allenamenti, quindi tutto dovrebbe essere ok) e Cinciarini e Crosariol impegnati con la Nazionale, capace di mettere a segno l’ennesima disastrosa figuraccia (il ‘Crosa’ è stato uno dei pochi a salvarsi). Ancora percentuali bassissime dall’arco per i biancoverdi e questa volta, a differenza che con il San Pietroburgo, non è stato possibile arginare gli avversari, semplicemente di un altro livello. Non bisogna dimenticare che il Fenerbache, oltre alla coppia ex Avellino, si è assicurata le prestazioni di un certo Gordan Giricek, roccioso cannoniere degli Utah Jazz di Boozer e Deron Williams, ed ha alle spalle un organico talentuoso e ben collaudato, che sa già come muoversi e che conosce molto bene gli schemi di coach Tanjevic. Da Bormio comunque arriva l’invito a non fare drammi: i preparatori assicurano che è del tutto normale che ora i giocatori siano poco lucidi e sulle gambe. La ‘vera’ Air, quella che sia Markovski che i tifosi si aspettano e sperano di vedere, getterà la maschera soltanto il 16 settembre ad Ariano, contro il Panionios. Lì gli schemi offensivi saranno stati provati e assimilati e si potrà già provare a fare un bilancio.
La difesa, che pure aveva mostrato più che qualcosa di buono contro il San Pietroburgo non ha retto alla terribile onda d’urto Turca e Dickau, per quanto sia riuscito comunque a mettere in mostra tutta la sua ‘visione’ offensiva, in difesa è stato portato a spasso a piacimento da Green. Il play ex Clippers non ha mai avuto la fama di grande difensore e contro uno come Marques, che quando sente aria di confronti e duelli si esalta fino a diventare immarcabile anche per il miglior difensore di questo pianeta, la vita non deve essere stata proprio facile. 1 a 0 Green e palla al centro: ma la sfida, si spera, è stata solo rimandata. (giu.mat)

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