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Basket – Pancotto difende il gruppo: “Non torniamo sul mercato”

La prestazione abulica dell’Air a Cantù ha lasciato il segno. Coach Pancotto non ha problemi ad ammettere il pessimo approccio mentale alla gara dei suoi uomini: “La nostra squadra deve sempre pensare di fare partite da guerrieri. Ci deve contraddistinguere lo spirito da ignorante e non quello da liceale. Se metti energia in una partita nasce sempre qualcosa di positivo. Abbiamo necessità di acquisire esperienza, senza aspettare che la partita ti arrivi incontro, ma andare incontro alla partita. Esperienza nel capire le variazioni da partita a partita, da quarto a quarto, da possesso a possesso. Tutto ciò cresce si sedimenta nel tempo, ma dobbiamo aggredire anche quello. Bisogna ripartire con determinazione. Difendere duro ed avere aiuto da ogni singolo giocatore. La nostra è una ordinary people: sono tutti indispensabili”. Analizzando nel dettaglio la prestazione di domenica, Pancotto sottolinea come: “Non c’è stato né energia, né intensità, né orgoglio nel fare le cose. Il linguaggio del corpo è stato giusto solo nel terzo quarto”. E’ evidente il calo di produttività dell’attacco biancoverde: “ Non ci sono dubbi, dobbiamo agire su più fronti: aumentare i possessi, le transizioni, incrementare la presenza in area sia con i lunghi che con le penetrazioni e per far ciò è necessario migliorare le percentuali nel tiro da tre”. Poco spazio alla panchina in una giornata in cui forse il contributo di Lauwers (solo undici minuti per l’ex Varese estremamente spezzettati) poteva essere utile, alla luce della scarsa vena di Akyol e della meteora Nelson. “Non bisogna stare con il cronometro in mano. Tre minuti possono essere più utili di dieci. L’importante è che tutti siano motivati e si sentano indispensabili”. Lo scarso apporto di Nelson, la necessità di un americano di maggiore costanza nel rendimento in regime di soli tre extracomunitari, la ‘solitudine’ di Troutman al centro dell’area, spesso costretto a fare pentole e coperchi, il minutaggio infinitesimale di Cortese e Casoli, sono aspetti macroscopici che inducono a delle riflessioni su eventuali correttivi. Il tesoretto delle sei vittorie iniziali, il livello non eccelso del torneo, il lavoro e la capacità del coach, le qualità morali del gruppo, renderebbero tutt’altro che blasfemo un intervento in sede di mercato. La ritrosia al lifting di mezza stagione tipica delle ultime gestioni in casa Air è però confermata da coach Pancotto. Categorico il coach marchigiano: “Bisogna partire dal presupposto che il budget stanziato dalla società non è paragonabile a quello da Eurolega della scorsa stagione. Siamo perfettamente in linea con gli obiettivi di salvezza e francamente andrebbe apprezzato quanto fatto finora. Questo non vuol dire che non riconosciamo le nostre debolezze. Quando ci si trova in difficoltà spesso la scorciatoia è cambiare. Noi crediamo che con il lavoro possiamo serenamente costruirci il nostro destino senza aspettare aiuti dall’esterno. La società ha sotto controllo i bilanci e si prefigge determinati obiettivi che qualora cambiassero potremmo riparlarne”. (di M. Roca)

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