Basket – L’Air sconfitta dopo quaranta minuti di nulla assoluto

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Avellino – “La pallacanestro è un’altra cosa”. Questa la laconica frase che in molti hanno pronunciato o pensato al termine della sfida tra Air Scandone Avellino e Virtus Bologna. Uno spettacolo indecoroso quello offerto dai cestisti irpini alla terza giornata di campionato. Una squadra molle, senza grinta e senza gioco scende in campo solo per fare il riscaldamento, dimenticando di giocare i 40 minuti di partita. Pillastrini ringrazia e saluta, portandosi a casa 2 punti che valgono oro per il suo team, ancora non al massimo. I bolognesi infatti non sono sembrati per nulla irresistibili, essendo ancora un cantiere completamente aperto. Alla fine la differenza la fanno l’energia degli americani Virtussini, tutti in doppia cifra, e l’esperienza di Di Bella e Chiacig, capaci di gestire il vantaggio nei tanti momenti di sbandamento della confusa squadra ospite. Una sconfitta umiliante e pesante, conclusasi con la rabbiosa contestazione dei tifosi. Quello che brucia non è il risultato, ma l’atteggiamento di sufficienza con cui i cestisti sono scesi sul parquet di casa. Su tutti il capitano Radulovic: quando non è impegnato a schiantarsi contro i lunghi avversari si fa notare per dei tiri da tre comodi ma puntualmente corti. Tra gli irriconoscibili anche il playmaker Petrov, che sembra essere alla frutta sia dal punto di vista atletico che tecnico. Nel marasma generale si perdono anche Smith, che pur mettendo a segno tanti punti (21) sembra un altro giocatore rispetto al possente all around ammirato in prestazione, e Eric Williams, che ha bisogno di un tempo intero per entrare in partita. Eppure questo poteva essere il suo match, visto lo strapotere fisico e tecnico rispetto ai lunghi bolognesi. Per fortuna che c’è il piccolo Marquees Green: combattivo fino all’ultimo, unico giocatore a difendere insieme al sotto-utilizzato Rossetti, illude il pubblico di casa conducendo per mano il suo team fino al -5, ma sembra il più classico dei predicatori nel deserto. Ci mette del suo anche uno stralunato Boniciolli. Il coach, che a fine partita giustamente si assumerà tutte le responsabilità, decide di provare a cambiare qualcosa in difesa, ma la zona vista nel primo tempo e poi fortunatamente accantonata non sembra per niente la ‘chiave della svolta’. Uno schieramento 2 -3 malamente disposto ed eseguito, che fattura nelle tre occasioni in cui viene eseguito 9 punti per gli avversari( 2 tiri comodi dall’arco e una penetrazione più fallo) e che rievoca nella mente di qualche cinefilo la mitica ‘Bi – Zona’ dello strepitoso Oronzo Canà. Anche la rotazione non è stata gestita al meglio: qualche giocatore lasciato in campo più del dovuto anche quando si rendeva protagonista di orrori sia avanti che dietro e qualcun altro lasciato colpevolmente troppo tempo in panchina. Le statistiche sono un’ulteriore mazzata per i biancoverdi, autori di un terribile 4/23 al tiro pesante. Nella prossima partita giocatori e staff saranno tenuti a dare il massimo per cancellare questo inizio di stagione deludente sul piano del gioco e dei risultati…sempre che un nuovo ‘colpo di Bora’ non mischi le carte in tavola. La cronaca: Pronti, partenza, via…10 a 0 Virtus. Inizio scock per gli irpini che devono fare i conti con la grande vena realizzativa dei colored di Bologna e Boniciolli è costretto a chiamare subito timeout. Righetti, che entra dalla panchina insieme a Burlacu, prova a spezzare il ritmo avversario con un bel piazzato a bersaglio e qualcosa inizia a muoversi per gli irpini. Di Bella e Crosariol entrano per cercare di rimettere le giuste distanze, ma Green è bravo a lanciare in contropiede Smith che inchioda la schiacciata e porta i lupi sotto di 4 punti (9 a 13 a poco più di tre minuti dal termine). Boniciolli fa il primo tentativo con la zona ma i 5 irpini si muovono tardi e male, Holland ringrazia e insacca. Intanto brutti errori su canestri facili e ai liberi sembrano essere i segni premonitori di quello che verrà. Bologna rimette a posto il gap con gli avellinesi e chiude il quarto con 9 punti di vantaggio (13 a 22). Holland e Andersen aprono la seconda frazione con un canestro da sotto e una schiacciata, risponde Burlacu con una bella partenza che frutta due punti (sarà anche l’unica della partita, le altre saranno tutte viziate da passi fischiati dagli arbitri). Intanto Smith con un uno su due ai liberi riporta la Scandone sul -10 (16 a 26 a 8 dal termine). Le brutte notizie vengono da dietro però, dove gli uomini di Boniciolli non seguono mai un taglio e lasciano sempre troppo spazio agli avversari, quasi meravigliati di avere sempre almeno 3 tiri comodi in ogni azione. Malgrado i virtussini non siano al top per chimica di squadra, concedere questo genere di tiri a gente talentuosa come Holland o Spencer alla fine si paga. Il lato debole continua ad essere perennemente libero e a Bologna bastano elementari ribaltamenti per trovare il canestro. Un ritornello che si susseguirà per tutta la partita. Dall’altra parte Radulovic non ne combina una giusta. Un Boniciolli in palla prova a schiarire le idee ai suoi con un timeout a 5 minuti dal termine (19 a 33 il risultato) ma Holland continua a godere di troppa libertà. Dietro gli irpini sono inguardabili e per un grande realizzatore come Spencer è un gioco da ragazzi andare a canestro. Il terzo tentativo con la zona non va a buon fine e un redivivo Chiacig continua a segnare con regolarità dalla media. Si va al riposo lungo sul 30 a 47 con un parziale che poteva essere ancora più imbarazzante se Bologna non avesse sbagliato tanti dei comodi tiri concessi dalla Scandone.. Il terzo quarto si apre con un tiro da 3 di Smith e finalmente una giocata di potenza da sotto di Williams. Dietro è il solo Marquees Green a lottare, mettendo continuamente in difficoltà Cornoy che ben presto si rende conto di trovarsi contro un difensore veramente ostico. Le palle perse causate da Green però non vengono sfruttate da un Radulovic frustrato e frustrante, incapace di segnare da 3 e ai liberi. Con colpevole ritardo il capitano croato va ad accomodarsi in panchina per fare spazio a Rossetti che, come sempre, mette difesa e abnegazione al servizio della squadra. La partita, comunque, continua ad essere brutta: i giochi eseguiti si contano sulle dita di una mano e tutto sembra lasciato all’improvvisazione, con la differenza che gli uomini di Pillastrini sono più energici, convinti e affamati di punti, riuscendo a sopperire così al brutto gioco espresso. Proprio il ‘Pilla’ fa respirare Avellino grazie a un fallo tecnico comminato ai suoi danni, al quale segue una buona giocata di Williams da sotto. Entra Petrov e fa più danni della grandine commettendo fallo e perdendo palla. Il biondo playmaker non tiene in nessun modo Di Bella, che lo scherza puntualmente e sugli errori di Petrov realizza due comodi canestri che portano Bologna al +16 . Boniciolli ritorna sui suoi passi e manda in campo il piccolo Green. I lupi provano a riaprire la partita ma per ogni azione buona ne arrivano due inguardabili, cosicché Bologna senza impegnarsi più di tanto riesce a mantenere il vantaggio sopra la doppia cifra (+11 a 3 dalla fine del quarto). L’ennesimo passi di Burlacu consegna la palla agli ospiti che con un coscienzioso Di Bella e un rilassato Holland chiudono la terza frazione avanti di 15(50 a 65). Il quarto quarto è quello che illude il pubblico. I biancoverdi, forse scesi in campo demotivati e rilassati, proprio quando non pensano di poter vincere più la partita la riaprono grazie ad un poderoso break guidato come sempre dal piccolo playmaker di Philadelphia. Green è abilissimo a recuperare palla e a far commettere le più disparate delle infrazioni ai suoi avversari e a lanciare in contropiede i compagni. I giocatori con la testa libera dalla pressione iniziano a trovare anche il canestro con continuità. Righetti, Ortiz e gli altri sistemano un paio di cose in difesa e la Scandone si porta addirittura sul -5(67 a 72 a 3.30 minuti dal termine). E’ proprio quando riaffiora la possibilità di vincere che i cestisti irpini (mai andati in vantaggio in tutta la partita) tornano a regredire dal punto di vista del gioco, affrettando soluzioni e riprendendo a dare troppo spazio ai Bolognesi, che pure sembravano aver perso la testa (per poco Holland, che chiedeva un po’ di riposo in panchina sicuro della vittoria, non è venuto alle mani con uno degli assistenti di Pillastrini che lo richiamava a un maggiore impegno). A conferma arriva una sanguinosa palla persa di Radulovic. L’Air sbanda di nuovo: il pala Del Mauro si trasforma in un’arena e quasi nessuno sembra fare caso al risultato finale, 72 a 85 per i Virtussini. Forte la contestazione da parte del pubblico per la seconda prestazione orripilante su due partite casalinghe, nelle quali si è vista pochissima pallacanestro ma tanta improvvisazione e sufficienza. (Giuseppe Matarazzo)
Tabellini
Air Avellino: Green 14, Radulovic 16, Smith 21, Rossetti, Ortiz 3, Righetti 6, Petrov, Lisicky, Paolisso, Ferrara, Williams 8, Burlacu 4. All: Boniciolli
La Fortezza Bologna: Holland 12, Spencer 16, Conroy 10, Anderson 15, Crosariol 2, Giovannoni 5, Masciadri, Chiacig 12, Di Bella 10, Lestini, Da Ros, Garri 3
Arbitri: Tola, Giansanti, Begnis
Mvp: Chiacig. L’esperto lungo bolognese ‘risorge’ contro i biancoverdi. Gli americani fanno i punti ma è lui l’unico ad aggiungere oltre alle realizzazioni coscienza, esperienza e gestione in una squadra in cui i colored non sembrano ancora a proprio agio e dove c’è il rischio di avere qualche prima donna di troppo (Holland e Andersen non sembrano fatti l’uno per l’altro e in panca non se le mandano certo a dire). Un secco 5/6 da due, sul quale la difesaccia biancoverde ci mette lo zampino, incornicia una gran bella partita.

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