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LA CRONACA – Buone notizie per Avellino dal fronte infermeria: Akyol, che si allenava al 100% con i compagni già da alcuni giorni, ha recuperato dopo la frattura alla mano patita nel match casalingo con Treviso. Pancotto, oltre a convocarlo, lo lancia subito in quintetto base. Parte bene Avelino, merito anche di una Milano che non trova un buon equilibrio offensivo. Finley non punge e, sotto le plance, Mancinelli ha non poche difficoltà ad attaccare il post passo di Troutman. L’ex Livorno, dal canto suo, ha un approccio più che buono rispetto alle ultime uscite e contribuisce in maniera attiva al 13-7 del 7’. Bucchi capisce che è il momento di cambiare ritmo ed inserisce Bulleri. Porta soffre la velocità del “bullo” e l’Armani ne approfitta per rifarsi sotto sino al 15-15 in apertura di secondo periodo. Con Nelson in panca, gravato di tre falli già dopo cinque minuti, Pancotto non ottiene però i consueti minuti di qualità da Lauwers, concentrato per larghi tratti, nella difficile marcatura di Finley. Le polveri bagnate degli esterni dall’una e dall’altra parte, non fanno decollare il match, che si mantiene saldamente in equilibrio sino all’intervallo lungo (30-28 al 20’). Alla ripresa dei giochi, l’inerzia scivola lentamente nelle mani dei meneghini: un sussulto di Finley e quattro punti in fila di Rocca tengono alta l’attenzione sulla gara, dopo la prima tripla di Nelson (37-40 al 25’). Prima dell’ultimo break, sale in cattedra il genio di Brown e Finley. I due si sfidano colpo su colpo ed accendono una sfida sin lì povera di emozioni (57-56 al 30’). Nell’ultimo e decisivo quarto i primi punti dell’Air arrivano soltanto al minuto 36: due triple fuori dai giochi di Brown e Nelson rispondono al 6-0 ospite, ma sono i punti del massimo sforzo irpino. Così come a Teramo la spinta biancoverde si esaurisce nell’ultima frazione e Milano, senza strafare, porta a casa il sesto successo consecutivo in campionato (66-73 al 40’) (di M. Roca)