
Non sono stati in pochi quelli che il lunedì mattina, osservando le classifiche ufficiali di Lega, sono stati colti da un forte senso di stranimento e confusione. C’è chi ha pensato a problemi con le statistiche, chi ha provato a rovesciare i monitor o i giornali, chi semplicemente ha creduto che fosse una burla. Vedere l’Air a certe quote effettivamente fa strabuzzare gli occhi a chi era da sempre abituato a leggere la classifica partendo dal basso, contando i punti che separavano i lupi dalla zona salvezza, non dalla vetta della classifica. Eppure, dopo il roboante successo contro la Siviglia Wear Teramo, maturato con 20 punti di scarto dopo che il distacco era anche arrivato a 29 punti, la Scandone si ritrova sesta in campionato, a soli 2 punti dalla terza e con gli scontri diretti a favore degli irpini. Un risultato shoccante, sul quale pochi avrebbero scommesso dopo la disastrosa partenza di inizio stagione. Matteo Boniciolli, invece, ha sempre difeso con determinazione e testardaggine (in alcuni casi al limite della ‘spocchia’) le sue scelte, rivelatesi poi azzeccate. Quelle ‘sbagliate’ sono state in parte colmate in corsa, ma senza grossi stravolgimenti, o ‘nascoste’ con soluzioni di ripiego che comunque stanno dando ottimi risultati. Partiamo dai punti fermi: il coach triestino ha avuto l’intelligenza di puntare su un pivot di sicuro rendimento, Williams, e di circondarlo di un cast che si completasse a meraviglia con le sue caratteristiche. Il capelluto cestista proveniente da Wake Forest (college di primissimo livello) è un giocatore di ruolo e pochissime squadre possono attestare di avere un centro ‘puro’ nel roster, cosa che garantisce al numero 19 biancoverde l’assoluto dominio, avanti e dietro, delle aree pitturate avversarie. E’ questo ‘particolare’ a mandare in crisi molte squadre contro la Scandone e a rendere Williams così indispensabile per il gioco dei lupi. Erick si sposa alla perfezione con Radulovic, con quest’ultimo che non gli riempie mai l’area, se non per servirgli pregevoli assist, e che rappresenta un pericolo continuo dal perimetro, sconsigliando improvvidi aiuti a centro area. Se Nikola è quello ammirato contro Teramo l’Air può pensare di camminare a vele spiegate verso una tranquilla salvezza e oltre. Con i lunghi di riserva, invece, Boniciolli ha avuto più di qualche problema. Innanzitutto Burlacu è, forse, un giocatore del tutto diverso da quello che Boniciolli si aspettava. Se l’ex allenatore della Fortitudo pensava in testa sua più ad un ‘uno che può giocare indifferentemente sia quattro che cinque’ si è ritrovato per le mani un atleta che mette difficilmente con continuità piede in area. Con il reintegro di Bryan, una serie di aggiustamenti tattici e qualche tiro concesso in più Catalin sembra aver trovato la sua dimensione. E’, forse, proprio il reintegro di Silver Bryan in squadra ad aver alzato il livello del pacchetto di lunghi. Con Bryan a disposizione Burlacu può giocare secondo le sue caratteristiche, Williams ha qualche minuto di riposo in più e inoltre l’Air ha a disposizione un giocatore atletico e molto verticale da piazzare in vernice. Ecco dunque il primo aggiustamento in corsa del coach: Boniciolli ad inizio stagione ha e fatto il passo più lungo della gamba pensando di puntare, per un campionato così fisico e difficile, su solo 3 lunghi di esperienza più Paolisso, giocatore di sicuro avvenire ma al momento troppo ‘piccolo’ per stare nelle affollate aree italiane troppo a lungo. Il coach, però, farebbe bene a concedergli qualche minuto in più per testarne le effettive qualità in mezzo al campo. Le cose belle però arrivano anche e soprattutto dal pacchetto degli esterni. Su Marquees Green si è detto e scritto tanto, ora però sono le cifre a parlare: il primo è il miglior playmaker del campionato italiano, invidiato da tutta l’Italia cestistica e con un nome che sta facendo eco anche oltre i confini nazionali. Il secondo è il miglior realizzatore, in rapporto ai minuti e al numero di tiri che prende, del campionato. Smith quando messo in condizione tira con percentuali da capogiro, sembra non forzare mai ed essere sempre a suo agio. Inoltre è molto più atletico di quanto possa apparire e in difesa è tutt’altro che un obiettore di coscienza, anzi. Smith è uno dei pochi scorer americani che anche nella sua metà campo fa la differenza, potendo marcare indistintamente e senza problemi dai “2” ai “4” avversari. Il leader ‘silenzioso’ è però Alex Righetti. L’ex Roma ha trovato la sua dimensione, ed ha rappresentato in molte occasioni l’ago della bilancia di quest’Air. La sua maiuscola prova difensiva contro Tucker ha permesso ai suoi di non soffrire il cecchino americano. Inoltre Righetti è sempre al posto giusto nel momento giusto quando si tratta di dover prendere un tiro importante o di fare una giocata di esperienza o energia in grado di cambiare l’inerzia della partita. Con l’innesto di Daniele Cavaliero, che sembra già essersi ambientato all’interno della squadra l’Air aggiunge un nuovo tiratore oltre che un semplice play di riserva per l’intoccabile Green. Stalin Ortiz, il nuovo Charles Smith, l’oggetto misterioso, il colombiano triste, ancora non convince del tutto, ma se il suo ruolo rimane quello di settimo di rotazione con il preciso compito di andare a rimbalzo e penetrare può anche starci. E’ chiaro che Stalin non è quel ‘crack’ pronosticato a inizio stagione, ma cambiare in questo momento può portare sicuramente più danni che vantaggi. Forse Boniciolli ha sbagliato a scommettere a inizio stagione, ma ora meglio lavorare sul giocatore (e magari fargli capire che esiste anche una mano sinistra, un piede sinistro e un lato sinistro a cui rivolgersi) che portare in squadra un Usa ex Nba e dover ricominciare tutto da zero. Operazioni di mercato, a questo punto, meglio evitarle o conservarle per i momenti più duri, che sicuramente arriveranno, com’è fisiologicamente naturale. Meglio però sbrigarsi ad operare in uscita, liberandosi dei contratti di Petrov e, a malincuore, di Rossetti. Difensore eccezionale e grande uomo squadra, ma l’Air farebbe bene a risparmiare qualcosa. Veroli è al balcone che attende e lì Rossetti potrà fare la differenza. Finalmente, però, addetti ai lavori e pubblico possono gioire per una Scandone che finalmente gioca di squadra e che, come dimostrato contro Teramo, quando vuole sa come preparare e vincere partite importanti. Intanto con i due derby alle porte e la sfida fondamentale in chiave Final Eight con Rieti l’Air deve continuare a mantenere il giusto livello di concentrazione e continuare a sudare in palestra. Come ha giustamente ricordato il coach “Non abbiamo ancora vinto niente”. Giusto, meglio raccogliere quanti più punti possibile fino alla fine e poi fare i conti. Ma si sa, l’appetito vien mangiando e questi lupi hanno fame.(Di Giuseppe Matarazzo)