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Basket – L’Air ha il miglior giocatore del campionato… ma non basta

Il Basket, per fortuna, non è una scienza esatta: ognuno ha le sue opinioni, ognuno offre le proprie interpretazioni e difende le proprie idee. I numeri, però, sono incontrovertibili e le statistiche ufficiali di lega parlano chiaro: l’ex Bruesa Devin Smith è il miglior marcatore del campionato, nonché uno degli americani di maggior impatto giunti in Italia. Nel viavai di atleti o presunti tali che purtroppo da anni caratterizza il nostro campionato, abbassandone notevolmente il livello, è sempre difficile riuscire a pescare il cosiddetto ‘crack’, il giocatore capace di cambiare completamente il volto e le ambizioni di una squadra. L’Air, a quanto si evince dalle prime sei giornate, sembra aver messo a segno un colpo importante. Smith è primo nella classifica marcatori, con 22,3 punti di media a partita. A pari merito con lui si piazza Clay Tucker di Teramo, titolare anch’egli di 22,3 punti di media, ma con un minutaggio più alto(37 minuti di media contro i 28,7 di Smith). A completare l’immaginario ‘podio’ dei primi tre giocatori della massima serie italiana c’è Drake Deiner di Capo d’Orlando, che ha meno punti a referto degli altri due (21,2 contro 22,3) ma ha la valutazione media più alta( 23,8 contro il 23 di Tucker e il 20 di Smith). Un plauso, dunque, a Boniciolli, capace di assoldare al suo servizio un giocatore dall’indubbio valore tecnico. Purtroppo, però, non è tutto rose e fiori in casa Air. Alle straordinarie performance di Smith si accompagnano altrettante prestazioni imbarazzanti di alcuni giocatori, Radulovic e Righetti su tutti, che avrebbero dovuto rappresentare la chiave della svolta di un Air pronta a lasciare i bassifondi della classifica per approdare a posizioni più nobili e lusinghiere. Ma non è solo una questione di singoli, come ha sottolineato il coach in conferenza stampa. All’Air manca un gioco, un’identità offensiva e difensiva che esca fuori nei momenti di maggiore difficoltà. Questa lacuna si avverte maggiormente in casa, con allenatore e giocatori che vanno completamente in bambola nei momenti ‘clou’ del match. La rotazione del roster, inoltre, sta dimostrando qualche lacuna. La più evidente è nella posizione di playmaker: con la defezione forzata di Petrov, obiettivamente irriconoscibile rispetto a quello ammirato lo scorso anno, Green è costretto agli straordinari. Il piccolo playmaker è abituato al minutaggio alto, ma ha bisogno di qualche minuto di riposo durante i match, altrimenti le sue decisioni e letture(sempre attente e puntuali) rischiano di venire offuscate dalla stanchezza, così come le percentuali, che sono letteralmente crollate nelle ultime due partite. Con Ferrara che non sembra rientrare nei piani di Boniciolli e Lisicky che ha da sempre evidenti limiti nello spot da playmaker un intervento sul mercato sembra a questo punto necessario. Anche la frontline sta soffrendo troppo. I medagliati olimpici (e costosissimi) Radulovic e Righetti non vivono un grande momento di forma e Burlacu sembra un pesce fuor d’acqua. Recuperare prima psicologicamente, poi fisicamente, i tre atleti è fondamentale per le sorti della squadra. Il calendario ora si fa veramente duro con impegnative trasferte sui campi di Bologna e Roma. La partita casalinga con Capo D’Orlando non potrà essere nuovamente ‘toppata’. (di Giuseppe Matarazzo)

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