Partenio e Acsi si sono ritrovate sotto lo stesso tetto o, per meglio dire, sotto la stessa tenda. Spesso rivali nel recente passato, in cui hanno dato vita ad accesi derby con strascichi polemici che se non altro hanno tenuto vivo l’interesse su una disciplina dal fulgido passato, oggi si ritrovano a condividere una situazione di disagio nella loro nuova “casa”. La tanto attesa tendostruttura, come spesso capita agli impianti, sportivi e non, della nostra città, presenta tutta una serie di problematiche e di limitazioni. Innanzitutto l’affollamento: ben nove compagini ad insistere sul medesimo impianto per gare ed allenamenti: sei di basket, oltre all’Acsi ed alla Nuova Partenio anche la compagine maschile della Virtus Avellino militante in Promozione, la sua under 15 e le formazioni giovanili del Libero Basket (under 17 e under 15), due formazioni di calcio a cinque, il Cus e la Talea, e la squadra di handball. E’evidente la difficoltà nello stilare un calendario che soddisfi le esigenze di tutti. La mancanza delle gradinate, che l’impianto potrà ospitare solo retro canestro, costringe a pittoresche esibizioni di completi da giardino in pvc che sanciscono in modo inequivocabile il dilettantismo imperante, così come il tabellone elettronico segnapunti nascosto dietro il tavolo dei giudici che costringe a comici passaparola per conoscere il punteggio aggiornato. Ma se l’aspetto quasi di colore potrebbe essere accolto anche con un po’ di spirito, il problema dell’impianto di riscaldamento va risolto al più presto per scongiurare sia il problema della condensa e al tempo stesso consentire gli allenamenti in un palestra degna di questo nome. Il cav. De Feo, presidente dell’Acsi Basket ’90, non nasconde la sua amarezza: “Siamo stati sfrattati dalla palestra comunale annessa allo Stadio Partenio destinata alle compagini di pallavolo ora che le problematiche delle infiltrazioni dal tetto sono risolte: una vera beffa”. Gli fa eco il dirigente della Nuova Partenio, Flavio Gioia: “Non ci sono punti di riferimento all’interno della struttura. Dobbiamo sobbarcarci l’onere della gestione delle apparecchiature elettroniche”. L’ing. Gioia, che nell’ultima uscita di campionato ha indossato i panni dell’elettricista per poter far iniziare la gara, sottolinea i disagi delle atlete: “Spesso le nostre ragazze sono costrette a rinunciare alla doccia per mancanza dell’acqua calda dopo aver sostenuto l’allenamento in una palestra, manco a dirlo, priva di riscaldamento. Questo non è certo un incentivo alla pratica sportiva: rischiamo di perdere le più giovani”. L’analisi è anche di prospettiva: “Attualmente non c’è una struttura che può ospitare una compagine che non sia l’Avellino calcio o la Scandone, qualora questa si trovi a salire di categoria”. La sensazione è che, con l’attuale impianto di via Tagliamento, si sia persa una grande opportunità di creare in città un ulteriore polo sportivo al servizio delle compagini minori, senza che esse siano private a priori di una corretta ed efficiente fruizione nonché di una prospettiva di crescita. In ogni caso le due compagini di basket femminile potrebbero decidere di abbandonare la struttura, gestita da Comune, Coni e Provveditorato agli studi, per trasferirsi nella palestra della scuola media Cocchia. (di Massimo Roca)
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