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Basket – De Gennaro: “Paghiamo la stanchezza, ora non abbattiamoci”

Ancora allenamento mattutino ‘speciale’ per Green e compagni, nella speranza che il cambio di ritmo possa ridare nuova linfa agli stanchi cestisti biancoverdi e al contempo abituarli al particolare orario della delicata sfida di domenica contro la Virtus Roma, che si giocherà alle dodici tra le mura amiche del “Del Mauro”. La sconfitta contro Capo d’Orlando proprio non è andata giù al presidente Ercolino e, benché la posizione in classifica non sia stata compromessa, c’è tanta voglia tra cestisti e staff di rimettersi subito in carreggiata, provando a ottenere subito un risultato utile che permetterebbe ai lupi di consolidare il secondo posto in classifica. Impresa non facile, specialmente tenendo in considerazione che di fronte i biancoverdi si troveranno una Lottomatica delusa dalla continua altalena di risultati e, più in generale, da una stagione che non ha confermato appieno i capitolini come i più credibili avversari della Montepaschi Siena. Il primo passo sarà dimenticare la sbandata di Capo d’Orlando, come conferma anche Gianluca De Gennaro, assistant coach dell’Air: “In Sicilia non siamo scesi con la giusta determinazione sul parquet e il parziale del primo quarto lo conferma. Abbiamo sofferto sin dai primi minuti la loro fisicità e la pressione che i padroni di casa portavano sulla palla ci ha messo in grande difficoltà”. Una parentesi sfortunata anche per lo stesso De Gennaro, espulso a causa di una serie di incomprensioni con l’arbitro durante un concitato timeout. Alla base della debacle in trasferta, comunque, c’è un preventivabile e preventivato calo fisico dei lupi, che hanno sofferto come non mai le situazioni dinamiche proposte dall’Orlandina su tutto il parquet e in particolar modo sotto le plance, dove soprattutto C.J. Wallace ha fatto la differenza. “Solitamente – spiega De Gennaro – siamo in grado di trovare molte alternative sui giocatori come Wallace. Radulovic, Bryan, Williams e lo stesso Burlacu sono cestisti in grado di garantire una buona difesa su questo tipo di lunghi, ma domenica non è stato così e la ragione è tutta da cercare in una condizione fisica certamente non ottimale”. Non un alibi, dunque, il calo fisico degli irpini è un dato di fatto. “Dopotutto – continua il vice di Boniciolli – se guardiamo le altre compagini che hanno disputato la coppa, anche loro non vivono un momento di forma eccezionale. Noi rispetto ad altri paghiamo anche una rotazione più corta e lo stress di chi ha dovuto sopportare la fatica emotiva e fisica di tre partite in tre giorni”. Si tenta di correre ai ripari variando i programmi di allenamento e cercando la soluzione al rebus che attualmente tormenta lo staff irpino: meglio allentare i carichi di lavoro o mantenere i ritmi alti per evitare cali di concentrazione?
“Questa è la domanda da un milione di dollari a cui dobbiamo dare una risposta – afferma De Gennaro -. Ora con questi allenamenti di mattina cerchiamo di abituare innanzitutto i ragazzi alla partita di domenica, che si disputerà in un orario inusuale e che condiziona inevitabilmente tutta la settimana di avvicinamento al match stesso, influenzando non solo gli allenamenti, ma anche l’alimentazione e il sonno. Speriamo inoltre che avendo il pomeriggio libero i cestisti riescano a recuperare al meglio”. Finora le impegnative sessioni mattutine (dalle ore 11,30 alle 14,00) sembrano aver trovato il benestare dei giocatori, che hanno poi l’intera giornata libera (con la possibilità di partecipare a sedute di tiro o di pesi facoltative) per gestirsi al meglio in vista della sfida con i capitolini. Gli ospiti sbarcheranno in Irpinia privi di Allan Ray (infrazione ossea della corticale della diafisi prossimale del quinto metatarso) ma con delle rotazioni qualitativamente decisamente superiori a quelle dei biancoverdi. Come spiega lo stesso De Gennaro: “Senza dubbio l’assenza di Ray può essere importante, ma non dobbiamo dimenticare che oltre all’ex giocatore dei Celtics Roma ha tra gli esterni gente del calibro di Stefansonn, Ukic, De La Fuente, Hawkins, Jabeer…il problema però non è nei nomi ma nel tipo di pallacanestro giocato dai Virtussini della Capitale: una squadra che difende forte, molto fisica e alla quale piace correre tantissimo. Sicuramente non il team ideale da incontrare in questo momento di deficit fisico”.
(Di Giuseppe Matarazzo)

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