
Avellino – L’Air Scandone è pronta per la sfida contro l’Upim Bologna. La formazione biancoverde scenderà in campo per riscattare la sconfitta interna contro l’Angelico Biella e riprendere la propria marcia verso le posizioni alte della graduatoria. Il coach dei lupi Matteo Boniciolli, sa che quella in terra emiliana sarà una gara molto dura: “E’ una partita difficile come tutte le partite di questo campionato. Domani scenderanno sul parquet due squadre, che hanno reso meno di quello, che si aspettava. Al di là dell’aspetto tecnico e tattico, che sarà sicuramente importante avrà un peso altrettanto determinante la tenuta nervosa nei confronti di una situazione non semplice”. Per lui quella del Paladozza è sicuramente una gara particolare, essendo stato head coach degli emiliani nel 2001 e con la quale ha conquistato una finale scudetto persa contro Benetton Treviso: “Ho splendidi ricordi legati al campo della Fortitudo. E’ stato uno dei periodi più belli della mia carriera, una stagione fantastica culminata nella finale scudetto. Ci tengo personalmente a far bene per uscire anzitutto da questo momento in cui non regna il buon umore, ma anche perché abbiamo una squadra sufficientemente attrezzata per disputare un buon campionato in questa Lega”. L’Air si troverà di fronte una squadra alla ricerca del riscatto. Dopo 4 sconfitte, la squadra di Mazzon spera di ripartire proprio dal match contro Green e compagni: “La mia squadra – afferma Boniciolli – nelle ultime 4 partite ne ha vinte 2 e perse 2, mentre il nostro avversario è reduce da uno 0-4 . E’ chiaro, che giocando in casa davanti al proprio pubblico con una squadra allestita per raggiungere grandi obiettivi loro in qualche modo debbano vincere. Molto spesso però, la pressione è un’arma a doppio taglio perché si affronta la partita con un animo non sereno. E’ naturale, che per vincere dobbiamo essere più bravi della Fortitudo sul campo e ammesso che Bologna sia nervosa, essere più tranquilli di loro nel momento in cui ci saranno difficoltà. Bisogna essere tecnicamente e tatticamente preparati e noi lo siamo – continua il coach triestino – come penso lo sia anche Bologna e si deve essere mentalmente liberi da condizionamenti. Non si deve dimenticare, che questo è uno sport e come tale bisogna saper essere felici quando si vince ma, bisogna anche saper accettare la sconfitta soprattutto in una disciplina dove non esiste il pareggio e dove la divisione della posta e per regolamento impossibile”.