Basket – Cardillo se ne va: “Chi vuole questa società se la prenda”

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Giovedì scorso la conferenza stampa di Menotti Sanfilippo, oggi quella di Carmine Cardillo. La Scandone sembra ormai in balia delle onde. Mentre le altre squadre pongono le basi per la creazione dei nuovi roster, ad Avellino si continuano a fare passi indietro. Più che una società di basket il sodalizio irpino sembra un gambero. Una società allo sbaraglio, in attesa di capire se e quando entreranno i nuovi soci. De Vizia, Sarno, Pulzone, De Matteis, Troncone, rimangono alla porta, disponibili ad intervenire, sempre se sussistono delle basi valide per una cooperazione con l’Air. E proprio l’azienda di Autotrasporti Irpini, rappresenta il problema principale. Prima Preziosi, Amministratore delegato dell’azienda e poi Cascetta, assessore regionale ai trasporti, hanno chiesto l’intervento di imprenditori locali, ed ora che questi si sono fatti vivi, vengono messi alla porta. La storia si ripete, lo scorso anno accadde la stessa cosa. De Vizia, Sarno ed altri, interessati ad entrare in società. Le trattative terminavano con un nulla di fatto. Il motivo, allora, era la volontà dell’Air di fare da main-sponsor. Oggi potrebbe accadere lo stesso, non se ne capiscono le ragioni. Ma a questo punto perché fare appelli e proclami, se poi alla fine si rifiutano? È solo una questione di sponsorizzazione o c’è altro? Perché questi nuovi imprenditori sono così indecisi. Qual è la causa di questi continui ripensamenti? I tifosi cercano di darsi delle risposte, sapendo comunque dell’importanza che l’Air ha rivestito in questi anni. Da sola ha garantito 6 campionati di serie A, appianando anche i diversi debiti che la società irpina aveva. Adesso è giunto il momento di avviare un progetto serio, pluriennale, con qualche ambizione, cosa che una sola forza economica non può garantire. Dopo Sanfilippo che ha messo in guardia l’ambiente: “Non è da escludere che se le cose non vanno nel verso giusto potrei farmi da parte”, ora è la volta del dottor Cardillo. “Ho convocato questa conferenza – dichiara il farmacista di San Tommaso – per dare il mio punto di vista sulla situazione. Questa società, cosi come ai tifosi ed alla stampa è nel mio cuore. Sono costretto a lasciare, ci sono troppe incognite ed io sono stanco di assistere alle solite pantomime. Nel momento in cui sono diventato presidente mi sono posto l’obiettivo di garantire un risanamento economico e coinvolgere nuovi imprenditori. Il primo intento è stato raggiunto, ora la situazione debitoria è pari allo zero grazie all’aiuto dell’Air, il secondo, no”. E su quest’ultima questione l’ormai ex numero uno del sodalizio irpino si sofferma. “Io credo che ci debba essere una società con un CDA forte e poi uno sponsor che integri e permetta di aumentare un certo budget. Non può essere solo lo sponsor a mettere a disposizione un determinata cifra, con la quale fare un campionato di serie A. L’Air in questi anni ha dato una grande mano, senza di lei il basket sarebbe finito da tempo. Ci ha garantito l’iscrizione per la prossima stagione, ma a fine del prossimo anno ha già avvertito che sarà costretta e ridurre il suo impegno. Sono necessari nuovi imprenditori, che ci diano una mano”. Incontri con forze locali avvengono quasi quotidianamente, ma fino ad ora non si giunge ad un accordo. “La società non ha costi – afferma Cardillo – c’è una situazione debitoria ridicola. Non vedo quindi per queste nuove forze economiche di cui tanto si parla, quale sia il problema. Chi vuole questa società se la prenda. Se il problema sono io mi faccio volentieri da parte”. Ora la Scandone si trova senza società, senza presidente, sempre più sola. Ma la domanda a questo punto che ci poniamo è, ne vale la pena di continuare? Forse la risposta, la conosciamo tutti. (di Giovanni La Rosa)

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