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La regressione dal punto di vista del gioco appare evidente anche dalla lettura delle fredde statistiche, dalle quali emerge un bilanciamento dei tiri() non certo ideale. “Siamo andati molto poco in lunetta – continua Pistol Pete – e i tiri liberi possono essere decisivi in sfide come questa perché garantiscono punti facili. Abbiamo alternato male gli attacchi, forse siamo stati troppo perimetrali ma capita quando in un team come il nostro hai 9 bravi tiratori su 11 cestisti. Ovviamente però non dobbiamo lasciarci condizionare e migliorare la distribuzione”.
Contro Cantù, vista l’assenza di Cinciarini e Tusek, toccherà nuovamente a Lisicky dare il suo apporto. “Io sono sempre pronto, che si tratti di 2 o 20 minuti, è la mia caratteristica da quando sono arrivato qui ad Avellino. Posso e devo dare molto di più rispetto a quanto fatto con Rieti, specialmente in difesa”. Su Cantù: “Sono un ottimo team, ben allenato e con una classifica che non rispecchia a pieno il loro talento. Ora sono a pari punti con noi e proveranno ovviamente a farci lo sgambetto. Noi dobbiamo ora solo preoccuparci di rendere il “Del Mauro” un campo inespugnabile, non facendo differenza tra squadre ‘grandi’ e squadre ‘piccole’, anche perché è una differenza che ha senso solo sulla carta. Non dimentichiamoci che anche Avellino veniva considerata una ‘piccola’, e poi tutti sappiamo cos’è successo”.
Avellino è diventata grande con la conquista della Coppa Italia, un pensiero che Lisicky ha ancora vivo nella testa. “Nello spogliatoio tutti parliamo del prossimo appuntamento di Bologna – conclude – e le motivazioni per fare bene anche lì ci sono e sono altissime. Ma a mio modesto avviso è meglio pensare una gara per volta, o si rischiano passi falsi. Ora sotto con Cantù, poi a Biella: alla Coppa ci penseremo una volta archiviati questi match. Una cosa è certa: nessuno di noi vuole tornare a Casalecchio per fare brutta figura, ci proveremo ancora una volta”. (Giu.Mat)