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Commosso fino alle lacrime il presidente Ercolino: “Prima che un grande allenatore perdiamo un grandissimo uomo”.
A Palazzo Ercolino, comunque, non si fanno drammi. La società è già al lavoro per trovare un degno sostituto da piazzare sulla panchina di una squadra che, Boniciolli o non Boniciolli, dovrà fare i conti con due competizioni. A quanto pare, infatti, si sta evolvendo per il meglio la questione-palazzetto. Ercolino ha incontrato a Roma i responsabili del Credito Sportivo e stando alle ultime voci non dovrebbero esserci problemi per il finanziamento dei lavori del nuovo Palasport. Le istituzioni e il mondo della politica hanno offerto la loro disponibilità e, se tutto procederà per il verso giusto, quest’anno il Palazzetto “Giacomo Del Mauro” sarà adattato alle severe norme imposte dall’Eurolega e nel mentre verrà edificata una nuova struttura. Dunque, chi allenerà la Scandone il prossimo anno dovrà avere le competenze tecnico-manageriali idonee per affrontare un cammino lungo, complesso e molto impegnativo.
Ad aleggiare su Piazza Libertà c’è il ‘solito’ fantasma di Zare Markovski, pronto ad un clamoroso ritorno, ma al momento pare più una chiacchiera da bar sport che una trattativa avviata.
E Matteo Boniciolli, il coach dell’anno? Improbabile immaginarlo con il cane in pantofole dinanzi al caminetto domestico. Il quadretto familiare, per quanto accattivante, difficilmente corrisponderà alla realtà. Troppe le richieste piovute per il triestino e molto probabilmente lo stesso Matteo incrocerà nuovamente la Scandone, ma da avversario.Un allenatore che quest’anno è riuscito ad ottenere simili traguardi, il nocchiero del Miracolo-Avellino, fa gola a molti club. La sua determinazione, la sua grinta e la sua eccezionale etica del lavoro paiono essere gli ingredienti fondamentali per la ‘rinascita’ di club che al momento sono in forte difficoltà. Lui non ha mai fatto mistero di voler tornare ad allenare in una piazza blasonata e dopo il campionato incredibile avuto con l’Air i posti non mancano di certo. Non sono poche, inoltre, le squadre che devono risalire la china dopo un campionato disastroso. Per Boniciolli ‘Basket City’, Bologna, rimane un ricordo e un’esperienza da riprovare. La Fortitudo, però, ha già un gm e ben due allenatori praticamente sotto contratto, quindi va esclusa a meno di clamorosi colpi di scena. L’altra Bologna, la Virtus, potrebbe essere alla finestra. Nelle scorse settimane si era parlato di Roma (bisogna attendere la fine del campionato) e di Milano. In questo caso bisogna vedere se la società di Armani riuscirà o meno ad ottenere i servigi di Sergio Scariolo, il mago che ha portato Malaga a livelli impressionanti. Per Matteo non mancano neanche le richieste dall’estero: le più invitanti sono le piste greche e russe. Nel primo caso si parla di una giovane società di seconda fascia ellenica pronta a investire, mentre per quel che riguarda la grande madre patria Russia il club in questione sarebbe la Dinamo Mosca. Due squadre ricche, pronte a lanciarsi sulla piazza delle grandi forti di un sostanzioso budget che garantirebbe al coach la possibilità di allestire una squadra di livello senza rischi, che sicuramente avrebbe incontrato ad Avellino. Per quanto la Scandone infatti l’anno prossimo possa addirittura provare a raddoppiare il budget non sarebbe stato facile per il triestino cacciare nuovamente dal cilindro conigli come Smith e Green. La sicurezza di una piazza importante ed economicamente più attrezzata dà invece al coach maggiori certezze per poter disputare nuovamente un anno ad altissimo livello.
Matteo Boniciolli lascia così da vincitore Avellino e l’Irpinia. Un rapporto mai del tutto semplice ma che, alla fine, ha rappresentato per entrambi un momento unico e irripetibile della propria storia. La provincia tutta non può che ringraziare coach Boniciolli per quanto fatto ma ora è già tempo di scrivere un libro nuovo, partendo da quanto di buono seminato in quest’annata indimenticabile. Al coach vanno i più sinceri auguri per il prosieguo della sua carriera e un sincero e sentito ‘grazie’.
(Giuseppe Matarazzo)