
Forse in pochi lo ricordano ma oggi è una data importante per la Scandone e gli appassionati della palla a spicchi. Sei anni fa, il 25 maggio del 2000, Avellino sbancava Jesi in gara 4 di finale play-off. Il missile scagliato quasi dalla metà campo da Caponeallo scadere, fece esplodere i mille…e sottolineo mille tifosi irpini che raggiunsero il centro marchigiano. Una gioia unica, un’emozione incredibile senza paragoni. Gente che piangeva, gioiva, che si tuffava in un campo colorato di verde, nel tentativo di abbracciare i propri idoli. Di quella sera ricordiamo tante scene, di sicuro la più bella, la più entusiasmante, fu la corsa per il campo di Jones, mai visto un americano esultar così tanto, mai visto uno statunitense burbero e silenzioso come lui essere tanto decisivo. Eppure Jones fu uno dei protagonisti inaspettati di quella stagione. Un gruppo serio eccezionale, del quale ricordiamo tutti con un grande affetto. Il piccolo grande uomo Sergio Mastroianni, Claudio Capone, che con il suo canestro ha scritto il pezzo di storia più importante. Ma c’erano anche i vari Tonino Tufano, Giovanni Dalla Libera, Michele Maggioli, Andrea Grossi. Come non ricordare Yegor Mesheriakov l’uomo venuto dall’est? In quel caso Sanfilippo pescò un vero e proprio jolly. E poi c’erano il greco Vangelis Voutrzumis ed il portoghese Seco Camara. Il greco contribuì tantissimo alla promozione della Scandone. Arrivò per sopperire all’assenza per infortunio di Capone, si rivelò un acquisto azzeccato. La prima partita che giocò fu il derby con Napoli al Pala Argine. La Scandone dominò, fu una gara strepitosa. I napoletani vennero strapazzati, e Vourtzumis fù uno dei protagonisti. Vi ricordate chi era il dodicesimo uomo di quella squadra? Un certo Gianluca Festa. Si si, proprio lo stesso Festa che poi si è dato alla politica, rischiando di diventare ultimamente parlamentare. Il segreto di quella squadra fu il gruppo che Luca Dal Monte riuscì a forgiare. L’armonia del gruppo e l’entusiasmo dei tifosi fece il resto. Quell’anno le riviste specializzate ad inizio stagione parlavano di una Scandone candidata alla retrocessione. Il pronostico fu errato e completamente ribaltato da quei giocatori, che hanno scritto una delle più belle pagine della storia biancoverde. Adesso, quanto dovremo aspettare per rivivere le stesse emozioni? (g.l.r.)