
Difficile digerire una sconfitta come quella di sabato sera. Più lo rivedi quel tiro di Lauwers, più pensi che ha qualcosa dell’incredibile e che forse era destino che dovesse andare a finire così. Sicuramente dal punto di vista psicologico è una brutta botta. Ma non c’è tempo di soffermarsi e guardare al passato. Ormai non ci si può tornare indietro, la partita è andata perduta e la prossima domenica al Del Mauro arriverà Teramo. La squadra di coach Dal Monte sarà un avversario ostico. La compagine biancorossa, reduce da una sconfitta nel finale con Milano, ha due punti in più rispetto agli irpini, ma come Avellino non è stata molto fortunata. Molte le partite giocate punto a punto e alla fine perse, Napoli, Siena, Milano, solo per citarne alcune. Enorme il talento in casa abruzzese, che quest’anno ha messo mano al portafoglio e ha acquistato giocatori di talento del calibro di Grundy, Nolan e Woodward. Coach Boniciolli, che oggi ritroverà nella seduta pomeridiana i suoi ragazzi, dovrà svolgere un lavoro soprattutto psicologico. La sconfitta è arrivata per via di una prodezza, di un colpo di fortuna. Fortuna che davvero a Scafati non manca. Dopo il tiro sbagliato da Apodaca, la palla è arrivata a Lauwers. La persona giusta al momento giusto. Avellino, davanti alle telecamere di Sky, ha giocato meglio dei salernitani ed ha offerto una prestazione eccellente. Forse la gara migliore giocata fino a questo momento. I biancoverde hanno giocato con calma e di squadra. Diverse sono state le azioni concluse con un canestro, dove tutti e cinque gli atleti avellinesi hanno toccato palla. Mentre Scafati ha puntato di più sulle individualità di Apodaca e Martinez ed i giochi a due. Ciò che si può imputare ad Avellino è il non aver preso l’ultimo rimbalzo decisivo e non essere riusciti a chiudere prima l’incontro. Una sanguinosa palla persa da Darby e un canestro in penetrazione sbagliato da Curry hanno tenuto in vita i gialloblù, che alla fine ne hanno approfittato. Inoltre l’aver perso in anticipo un giocatore come Capel e un valido rincalzo come Bryan, per raggiunto numero di falli non ha certo aiutato. Peccato poi che nel finale Materdomini e Giansanti abbiano deciso di scalzare dalla partita l’esperto primo arbitro Facchini, facendosi trasportare dall’intensità del gioco. Certo è che in una partita vigorosa la differenza di falli tra le due squadre è stata notevole, 18 quelli commessi da Scafati e 26 da Avellino. Ed è proprio questo il dato che ha lasciato più perplessi i dirigenti avellinese, in primis Menotti Sanfilippo, che a fine gara ha a lungo parlato con il designatore degli arbitri Colucci. Le note positive sono state in primis Curry. La guardia americana ha dimostrato di essere in buone condizioni e con un allenamento costante non potrà fare altro che migliorare. Il gioco di squadra, che ha portato i biancoverde a distribuire ben 19 assist, ben 9 quelli di Darby che nella ripresa è visibilmente cresciuto. La parola d’ordine di questa settimana sarà dimenticare Scafati e pensare a Teramo e ai suoi talenti. (di Giovanni La Rosa)