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I numeri, a volte, contano più delle parole, ed in questo caso parlano di una Caserta che sta assumendo sempre più i connotati di una piccola Siena. Giocatori di talento, ma non per questo individualisti. Parliamo naturalmente del trio americano Ere-Bowers-Jones. Un terno secco da quasi quarantacinque punti a gara, una triade che sta facendo le fortune di coach Sacripanti. Il tecnico ex Pesaro, da sempre considerato uno dei più bravi e competenti coach del panorama cestistico italiano, sta rivivendo i fasti degli anni canturini, quando i suoi pretoriani erano, nell’ordine, Mc Cullogh, Thornton, Hines e Stonerook. Come rimarcato però anche da Pancotto nell’incontro con la stampa di ieri, la Pepsi non si “limita” all’apporto dei tre, ma può contare innanzitutto e soprattutto sull’esplosione di Fabio Di Bella. Il play della nazionale è, per punti ed intensità, l’americano aggiunto del roster bianconero. Sta tirando dall’arco come mai nella sua carriera (48,6 %) ed è uno degli indicatori delle vittorie casertane. Avellino, per portare finalmente a casa i due punti ed interrompere una striscia negativa che dura dal 22 novembre, dovrà innanzitutto profondere un attenta difesa sugli esterni e, sotto canestro, appoggiare con frequenza la palla a Troutman, il quale potrebbe avere, almeno sulla carta, vita facile in post basso.
In tal senso, se Caserta dovesse ottenere i consueti minuti di qualità da Michelori, unitamente alla grande energia su entrambi i lati di uno come Koszarek, il piano partita dell’Air potrebbe subire forti scossoni. Il polacco è una delle tante sorprese in positivo della stagione bianconera, buon difensore e, nel sistema di Sacripanti, si sta ritagliando anche un discreto numero di tiri. Per intenderci, è il piccolo Lauwers di Caserta. Un’altra freccia all’arco del tecnico è Aaron Dornekamp. Ala olandese, di quasi due metri che, in punta di piedi, sta emergendo costantemente e silenziosamente. E’ uno degli specialisti in uscita dalla panchina, può giocare sotto canestro anche se soffre avversari più solidi, ma come tutte le ali moderne, è in possesso di un affidabile piazzato dalla distanza. Ciò che forse potrebbe mancare alla lunga, anche nell’arco di una singola gara, è la presenza di un pivot di primo piano perché l’unico vero centro in organico è Marquis. Il suo impiego, così come quello di Martin, è piuttosto ridotto, a dimostrazione di come Sacripanti stia in tutto e per tutto clonando gli anni canturini, con giocatori e lunghi atipici, in grado di ricoprire più ruoli, ed adattabili a molte situazioni di gioco.
Anche se i precedenti al Pala Del Mauro sorridono ai lupi (Avellino ha infatti vinto le 2 gare fin qui disputate in casa), i valori tecnici e la vera e propria invasione di supporters casertani (sono attesi circa 1400 tifosi ospiti), fanno pendere l’ago del pronostico a favore dei bianconeri. Per Avellino è però l’occasione da non perdere in vista della sosta natalizia.
Dopo il match di questa sera (diretta Sky Sport 2 ore 20,00) si ritornerà sul parquet soltanto il 3 gennaio, quando l’Air farà visita alla NGC Cantù. (di M. Roca)