
Domani inizia ufficialmente la stagione cestistica 2006/2007. Con la gara di Supercoppa Italiana tra la Benetton Treviso campione d’Italia e la Eldo Napoli vincitrice della scorsa edizione della Coppa Italia a Forlì. Le due squadre allenate rispettivamente da David Blatt e Piero Bucchi saranno anche quest’anno sicure protagoniste. La gara è andata in onda su Sky, che anche quest’anno sarà la rete ufficiale del massimo campionato italiano di Basket. Manca una settimana all’esordio della Scandone l’aria comincia ad essere frizzante. Tifosi, dirigenti e giocatori non vedono l’ora di cominciare quest’avventura. Il precampionato non è stato spumeggiante. Ma il gruppo di Boniciolli ha dovuto affrontare diverse vicissitudini. Sono stati soprattutto gli infortuni a frenare la preparazione dei biancoverdi. Ad una settimana dal via Jamison e Curry non sono ancora al top, mentre Capel è fermo ai box. Ieri si sarebbe dovuta svolgere l’amichevole a Bologna contro la Fortitudo, che però è stata prontamente cancellata la scorsa settimana dopo il trofeo Vito Lepore. Il precampionato è stato poco incoraggiante sotto il profilo dei risultati, in parte anche sotto il profilo del gioco. Su sette amichevoli disputate soltanto due sono state vinte. In alcuni di questi incontri sono state rimediate delle sonore batoste, vedi la partita contro Scafati al Memorial Mangano-Lamanna o la prima gara del torneo Vito Lepore contro Teramo. È giusto però dire che coach Boniciolli, a causa degli infortuni, non ha mai potuto avere l’intero roster a disposizione. Pecile, l’acquisto che dovrebbe trascinare pubblico e squadra fa parte del gruppo solo da una decina di giorni. Difficile è stato fino a questo momento l’inserimento di Curry. La guardia americana ha talento e si vede, ma non è abituato al gioco europeo, ferma troppo spesso la palla non dando continuità al gioco. Ma non c’è da trarre solo l’aspetto negativo. Diversi sono gli aspetti positivi a cominciare dal gruppo. Il coach è stato bravo a plasmare una squadra unita, fatta di ragazzi seri. A fare bene sono stati soprattutto i lunghi che dovrebbero uscire dalla panchina, ovvero Sylvere Bryan e Stefano Maioli. Bryan ha impressionato nel Trofeo Vito Lepore, dove ha giocato tanti minuti. È un lungo solido che sembra dare delle ottime garanzie, considerando che il suo minutaggio diminuirà con il ritorno di Jamison. Bene anche Maioli. Il giovane reggiano sa bene che dovrà sfruttare al meglio le occasione che avrà a disposizione. Dall’ex Ferrara lo staff tecnico si aspetta tanto lavoro sporco in difesa, mentre in attacco dovrà utilizzare il suo tiro dalla distanza per allargare gli spazi ed essere un’arma in più per l’attacco biancoverde. Nelle ultime uscite ha impressionato Darby. Il play tascabile dell’Air è davvero un buon giocatore, con tanti punti nelle mani, che non teme il confronto con una realtà difficile come la serie A diversa dalla legadue. La sua possente struttura fisica, nonostante non sia un gigante, gli permette di non sfigurare su entrambi i lati del campo. Sarà un osso duro per tutti gli avversari. Ingiudicabili Capel e Jamison. I due dovrebbero formare l’ossatura della squadra, ma mai né coach né tifosi hanno potuto vederli giocare insieme. Sono dei giocatori validi, li conosciamo. I tifosi irpini li ricordano bene. Delle perplessità rimangano su Danny Strong. L’americano di passaporto francese è un giocatore dotato di grandi doti fisiche, buon difensore, ma non sembra avere una grande comprensione del gioco, è più che altro un atleta monodimensionale. Chi lo ha visto giocare al Vito Lepore può confermarlo. È un tiratore, ma non è apparso, eccetto domenica scorsa contro Montegranaro un cecchino affidabile. Pochi i tentativi di penetrazione, di conseguenza sono pochi i giri in lunetta. Lo scorso anno con il Fuenlabrada scarsi due tentativi a partita. Ma dalla linea della carità è una sentenza, tirando con il 90%. Quando venne firmato si pensava poi che Strong potesse giocare come 4 tattico, come lo scorso anno ben faceva Mutombo, riproposto molto spesso da Capobianco. L’amercano però non sembra averne le caratteristiche. Chi invece ha fatto davvero molto bene è stato Fabio Zanelli. L’ex Rieti è un giocatore solido che si mette al servizio della squadra, sia in fase difensiva che offensiva. Diligente tatticamente, è il tipico ragazzo che tutti gli allenatori vorrebbero allenare. Pecile non può essere giudicato. E’venuto in Irpinia per giocare da protagonista dopo aver disputato il Mondiale in Giappone. A Siena si è allenato da solo, non rientrando più nei piani della società. Il pubblico desidera vederlo portare la Scandone in trionfo. Sarà cosi?( di Giovanni La Rosa)