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A quota 18 in condominio con Ferrara, Cremona e la penalizzata Varese, l’Angelico arriva ad Avellino con l’acqua alla gola e la necessità vitale di fare risultato per invertire la rotta che da dicembre ad oggi ha fruttato soltanto tre vittorie su quattordici, e con l’ultimo successo esterno che risale al lontano 21 novembre in quel di Cantù: “Biella è in ritiro e giungerà al Pala Del Mauro caricata a molla. Noi, così come i lanieri, abbiamo le medesime motivazioni, anche se per obiettivi differenti”.
La vittoria contro Montegranaro ha fatto sì che ora i lupi siano nuovamente artefici del proprio destino. I prossimi due incontri, con l’Angelico sabato e a Cremona domenica prossima, costituiscono due match point per la qualificazione ai play off e che, in caso di filotto, potrebbero portare finanche al sesto o settimo posto, perché Roma e Montegranaro, sono distanti “soltanto” quattro lunghezze. Il coach dei lupi però tiene alta la concentrazione sulla singola gara, al fine di evitare bruschi cali (Cantù docet) : “Bando ai proclami, tuffiamoci nella nostra realtà. Non dobbiamo concentrarci su dove possiamo arrivare, ma su cosa fare per arrivare a ciò. Ad oggi, Avellino, ha raggiunto il miglior risultato della sua storia cestistica, eccezion fatta per l’anno “magico” della Coppa Italia. Il segreto è quello di rimanere sempre ben saldi mentalmente perché solo essendo pronti dal punto di vista psicologico possono essere raggiunti determinati risultati”.
Risultati raggiunti anche grazie all’apporto del pubblico che sabato potrebbe essere più numeroso rispetto alle ultime uscite casalinghe, in virtù dei prezzi popolari dei tagliandi (curve 5 euro, distinti 10 euro) fissati per l’occasione dal patron Ercolino: “La società ha fatto un passo importante, ma la cosa che mi preme ricordare è che dal pubblico alla società, dalla squadra alla stampa, tutti hanno dimostrato grande senso di appartenenza e vicinanza verso la Scandone”. (di M. Roca)