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Nell’ultima partita sono riemersi i problemi di quest’Air. Quali soluzioni si stanno prendendo in considerazione, soprattutto per quanto riguarda il mercato?
“Effettivamente abbiamo riscontrato qualche problema per quanto riguarda la costruzione del roster, specialmente ora che abbiamo bisogno di una riserva per Green. Una squadra di serie A, comunque, deve mantenere sempre gli occhi aperti ed essere pronta a ogni evenienza. Per questo siamo sempre vigili sul mercato, anche se al momento non c’è nulla di ufficiale. Ci stiamo guardando intorno. Se ci dovesse capitare il giocatore che ci può cambiare la stagione, in qualsiasi ruolo esso sia, dobbiamo assolutamente prenderlo in considerazione. Ci stiamo consultando e stiamo valutando tutte le ipotesi”.
E’ quindi possibile che delle operazioni di mercato vengano fatte non solo per quanto riguarda la posizione di playmaker?
“Ovviamente la defezione di Petrov ha fatto concentrare la nostra attenzione maggiormente su questo spot. Marquees Green, malgrado abbia sempre avuto minutaggi alti in carriera e possa giocare una partita per quaranta minuti senza problemi, ha bisogno di rifiatare, anche perché il campionato italiano è molto più fisico rispetto a quello turco. I contatti sono più duri, il fisico viene utilizzato maggiormente, e specialmente un giocatore della stazza di Marquees può risentirne. Con Biella, ad esempio, ha sofferto l’alto minutaggio anche per il fisico degli avversari. Lui è un giocatore cardine per questa squadra, non a caso quando lui non è al top scendono le percentuali di tutto il team. Per questo è fondamentale per noi trovare un degno sostituto che gli possa dare qualche minuto di riposo”.
State seguendo la pista straniera o anche quella italiana, così da risparmiare anche qualche visto?
Dobbiamo tenere in considerazione il netto miglioramento di Ortiz: oggettivamente nelle ultime partite ha giocato molto bene, risultando anche determinante contro Cantù. Risparmiare un visto e recuperare al meglio Ortiz per noi sarebbe ottimale. Dobbiamo tenere presente, però, che il mercato italiano al momento offre poco o nulla, quindi dobbiamo essere attenti e oculati nelle nostre scelte”.
Per quanto riguarda Radulovic, invece? Come va il suo rapporto con Boniciolli?
Posso assicurare che non ci sono problemi tra giocatore e allenatore. Personalmente, ritengo che i problemi di Radulovic sono principalmente di natura fisica, forse questo lo condiziona anche mentalmente. Anche in precampionato, dal torneo di Scafati, avevamo sentore che le sue condizioni fisiche fossero non ottimali e il suo inizio negativo non ci ha colto del tutto di sorpresa. Il problema è fisico e il rapporto con l’allenatore è idilliaco. La scelta da parte del coach di responsabilizzare gli americani e ‘degradare’ Radulovic può, però, averlo destabilizzato. Caratterialmente, per tutta la sua carriera, si è sempre sentito leader in campo e fuori e questo ‘ridimensionamento’ può averlo condizionato.”.
Il campionato sta esprimendo risultati contrastanti che hanno costretto molte società a rivedere i propri obiettivi. La Scandone punta ancora ai playoff?
“Molto sinceramente ora dobbiamo vivere il campionato giornata dopo giornata. L’entusiasmo del presidente Ercolino è contagioso, lui ha fatto bene a parlare di playoff ma noi addetti ai lavori sappiamo che non è sempre facile raggiungere gli obiettivi prefissati. Ora dobbiamo restare tutti con i piedi per terra e fare le nostre valutazioni partita dopo partita. In campionato siamo tutti raccolti in un fazzoletto, apparte Siena, quindi i playoff non sono un obiettivo proibitivo, ma la priorità ora è quella di restare tutti uniti, non essendo né troppo ottimisti né troppo pessimisti, facendo un passo alla volta e non dimenticandoci mai di essere una buonissima squadra”.
Come ti spieghi questo livellamento del campionato?
La differenza la sta facendo l’abilità di pescare nelle leghe minori americane. I giocatori già fatti e finiti non vengono più in Italia, ma vanno in Russia o in Spagna, dove c’è più disponibilità economica. Per questo è fondamentale pescare bene in Nbdl, dove con un investimento relativamente basso si può prendere tanto un fenomeno quanto un bidone. L’esperienza e l’abilità in questo campo fanno la differenza. Questa è secondo me una delle principali ragioni per le quali squadre come Teramo stanno facendo un buon campionato mentre altre, anche più blasonate come Milano, stanno disputando un torneo molto al di sotto delle aspettative. La scelta degli americani è fondamentale: con giusti investimenti di mercato si riescono a compensare le differenze di budget”.
(Giuseppe Matarazzo)