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Bascetta pubblica libro su eroe Renzi di Mugnano del Cardinale

AVELLINO – Giornata della memoria, Camillo Renzi, un commissario eroe irpino da non dimenticare. In questi giorni si stanno ricordando i nomi di illustri che hanno contributo a salvare gli ebrei dai campi di sterminio. Ma non si è pensato a Camillo Renzi, commissario di polizia di Mugnano del Cardinale che mise in salvo la regina e scambiò la sua libertà con un gruppo di ebrei destinati al genocidio. Lo ha fatto invece la casa editrice di Arturo Bascetta, riportando all’attenzione dell’opinione pubblica un libro di qualche anno fa ‘Camillo Renzi, commissario eroe’ scritto da Paolo Momigliano Levi che ricostruì le vicende di Renzi e della moglie Franca Scaramellino e pubblicato da Abedizioni, grazie all’iniziativa dell’allora sindaco di Mugnano, Giovanni Colucci che incoraggiò l’autore e lo sostenne in questa impresa insieme a Bascetta, facendo sentire, in ogni momento, la sua adesione ai valori umani ed etico-civili che hanno guidato gli uomini e le donne che si sono battuti nel movimento di liberazione dal nazifascismo. Da qui la nascita del lavoro di ricerca, arricchito dalla ‘affettuosa testimonianza di Maria Bonghi Jovino, nipote di Franca Scaramellino’, come scrive Levi nella presentazione. Il testo, già presentato ad Aosta dalla polizia di stato, si avvale della promozione dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta,nonché di un contributo del professor Guido D’Agostino, Presidente dell’Istituto campano per la storia della Resistenza. ‘Il volume – a dire di Bascetta – spazia dalla nascita in Mugnano dell’eroe tracciando un profilo sulla sua carriera, ricordando l’esilio in Svizzera della regina Maria José ed il trasferimento di Camillo Renzi alla Questura di Aosta. Da qui l’inizio dei contatti di Camillo e Franca Renzi con la Resistenza valdostana che portarono all’arresto di Camillo e Franca che si offrirono per lo scambio di prigionieri, con il successivo tentativo di liberare Renzi, conclusosi con la deportazione dei coniugi nel campo di concentramento”. Il volume si avvale di un contributo di Italo Tibaldi e Maria Bonghi Jovino, con una ricca appendice documentaria e fotografica. Interessante la presentazione del professore Giovanni Colucci in occasione del primo centenario della nascita di Camillo Renzi. ‘La pubblicazione del Prof. Paolo Momigliano Levi – scrive Colucci – mira a diffondere una rara testimonianza di altruismo e generosità nella fase più cruenta ed epica della Resistenza Valdostana. Il testo vede la luce in un momento politico e sociale in cui si avverte l’utilità di ricorrere a certi moniti onde poter fugare rischi di ritorno alle barbarie della guerra ed evitare di ricadere nel ripetersi di violenze irrazionali contro etnie, religioni o deboli minoranze. Per evitare sopraffazioni non bastano consolidate tradizioni di civiltà e cultura. Non bisogna abbassare mai la guardia rispetto al pericolo e ad una insidia da non sottovalutare mai ricordando che uomini veri furono torturati, spogliati, violentati, criminalizzati e consunti nell’indifferenza generale, di tutti, e spesso le azioni più atroci furono commesse non solo dai nazisti. Ogni fase storica ha aspetti di collaborazionismo ed indifferenza che sono il pericolo vero per il progresso e che costituiscono una radice inestirpabile sempre in agguato per sfruttare occasioni di distrazioni del popolo buono ed onesto. Sono questi i momenti di oscurantismo vero. Una comunità piccola per essere considerata ha bisogno di una grande storia, di lunghe tradizioni, di radici profonde nella cronaca degli eventi che spesso ne contraddistinguono l’esistenza. Non è sempre sufficiente la laboriosità dei suoi componenti. L’importanza ed il “rispetto” derivano dalla appartenenza ad essa di santi, eroi, personaggi illustri, grandi eventi storici ed anche di artisti ed intellettuali che ne alimentano la fucina delle idee. Il Commissario Camillo Renzi è un personaggio di notevole spessore che con il suo sacrificio ha dato lustro a questo piccolo lembo dell’Irpinia, testimoniando fedeltà ad un giuramento dato senza tradire i suoi principi né i valori della sua formazione familiare e culturale. Avrebbe potuto facilmente salvare la sua vita rifugiandosi in Svizzera o dandosi alla clandestinità, ma egli ritenne più importante battersi per l’italianità della Valle d’Aosta ed aiutare i partigiani e tutti coloro che avevano bisogno della sua solidarietà perché impegnati nel ripristino delle garanzie civili di una nazione libera. Fu arrestato e, senza essere processato, deportato al Lager di Dachau, nei pressi di Monaco, inaugurato fin dal 1933 e che secondo Himmler doveva servire per radunare tutti i comunisti ed i funzionari marxisti statali. é incomprensibile come diventino spietati e crudeli gli individui quando si accorgono che è prossima la disfatta delle loro convinzioni, quando si avvedono che è vicino il crollo delle loro futili megalomanie. Conoscendo la ferocia di quei perdenti, i loro mezzi di tortura, il Commissario Camillo Renzi si comportò da eroe”.

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