
AQUILONIA – Comincia col botto l’agosto de “Le Città itineranti”. “Il Segreto della Grande Quercia”, lo spettacolo in scena alla badia di San Vito, ad Aquilonia, ha riscosso un grande successo tra il numerosissimo pubblico – la tribuna era gremita quasi completamente -, entusiasta di una rappresentazione magica e artistica allo stesso tempo, come siamo ormai abituati dalla direzione artistica di Gianpiero Francese. Danzatori e attori professionisti, assieme ad un cospicuo numero di comparse locali – circa cinquanta -, hanno dato vita ad una rappresentazione legata a filo doppio ad uno dei simboli di Aquilonia, la Quercia secolare presente nella badia, trasformata dalla sceneggiatura nell’arena di San Vito. Si tratta di uno spazio dalla particolare valenza storica e paesaggistica, ottimo spaccato delle capacità attrattive di questo territorio. Alla prima dello spettacolo di Aquilonia erano presenti, tra gli altri, l’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita ed l’ex Ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca. E proprio sulla bellezza del territorio e sulle sue potenzialità ha voluto soffermarsi l’ex esponente del Governo Monti già presente alla prima del Grande Spettacolo dell’Acqua di due anni fa: “Conza antica, il Lago di Laceno. Questa zona – commenta Barca – è piena di posti fantastici con grandi potenzialità, che, però, purtroppo non sono sfruttate adeguatamente. La strada da percorrere è una soltanto: eliminare definitivamente i campanilismi, bisogna mettere in campo una rete sistema di sinergie . E da questo punto di vista – prosegue Barca -, il progetto de Le Città Itineranti, che unisce e fa lavorare in sinergia quattro comuni, può essere un progetto-pilota che funga da messaggio per tutta l’Alta Irpinia, perché riesca a calamitare fondi dalla nuova programmazione europea, anche se su questo c’è un processo in corso in Regione Campania, che prenderà le sue decisioni d’intesa con il governo centrale. Tutti i paesi di questo straordinario territorio, presi singolarmente, offre risorse culturali e paesaggistiche meravigliose, davvero tutte da scoprire: dal vino, ai reperti archeologici. I castelli sono il simbolo di questa zona: pieni di fascino, ma molto spesso vuoti. Ci sono, in pratica, i contenitori ma non c’è il contenuto. Il contenuto si ottiene se ci si mette assieme, se si fa massa critica. La parola d’ordine, quindi, deve essere fare rete”.