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“Domenica prossima il voto di ballottaggio in città, comunque vada, segnerà la fine di un’epoca”. Esordisce così quella che a tutti gli effetti può essere considerata una dichiarazione di voto: “Io sono tra quelli – continua – che avevano avvertito nel voto politico dello scorso anno un bisogno di cambiamento, di discontinuità, di rottura con metodi di Governo locale che avevano caratterizzato la lunga stagione di Governo del centro-sinistra in Irpinia. Questa, e non altre, era stata la motivazione che mi aveva portato, con tanti altri amici e compagni, a richiedere al mio partito, il Pd, ed al centro sinistra uno scatto, un farsi carico di un bisogno di voltare pagina, di innovare profondamente la proposta con la quale presentarci agli elettori nelle elezioni amministrative. Scaturiva di qua la stessa richiesta di non riproporre gli uscenti. Essa prescindeva da una valutazione sul loro operato – precisa Fierro – che, comunque, avrebbe meritato riflessioni non strumentali, ma capaci di cogliere il chiaro-scuro che contraddistingue sempre una fase di grandi incertezze e contraddizioni”.
“Molti di noi – aggiunge – malgrado l’amarezza per non aver visto le loro preoccupazioni scalfire minimamente sicurezze e certezze hanno sostenuto, come hanno potuto, le liste del Pd al primo turno; altri, con scelta difficile e per quel che mi riguarda legittima e dignitosa, hanno impegnato la loro passione civile a sostegno di un altro centro sinistra, distinto e separato, polemico nei confronti del Pd”.
“Il voto del primo turno ha lanciato a tutti un messaggio chiaro: il bisogno di cambiamento era vero, reale, diffuso e la destra è stato capace di intercettarlo. La destra, questa destra che sotto le bandiere del cambiamento ha arruolato in città ed in provincia tutto il vecchiume di una storia antica, rappresenta una risposta sbagliata, pericolosa; un colossale imbroglio, che reca con sé il rischio reale di un arretramento culturale e civile nel governo delle istituzioni locali. Non si tratta di scegliere, tra due mali, il minore; siamo di fronte ad un unico male vero, tangibile, concreto, effettivo. Quello connesso al rischio di una occupazione pervasiva di tutti gli spazi di potere da parte un’armata cementata dal qualunquismo, dalla demagogia, dal populismo”.
“Di fronte a questo rischio – conclude Fierro – non vi sono margini per i distinguo, per il trarsi da parte: a tutti noi è richiesto uno sforzo straordinario per mantenere aperta la possibilità di lavorare per una ‘politica bella’ rinnovando tutti gli spazi istituzionali e sociali senza essere costretti a ricostruire sulle macerie in un vero e proprio deserto istituzionale. Sostenere Galasso nel ballottaggio significa tutto questo: lo impone la storia personale di ciascuno di noi; lo impone il conto con la nostra coscienza civile”.