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Bagnoli – Grotta di Caliendo: la natura svela i suoi segreti

Il Presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini Sabino Aquino e la sua Giunta nel 2005, attraverso il tavolo di concertazione del Progetto Integrato, è riuscita a farsi finanziare nell’ambito del POR Campania 2000-2006 – Misura 1.9. Il progetto di valorizzazione della Grotta di Caliendo (Bagnoli Irpino), sita sull’altopiano del Lago Laceno, è senza dubbio la località turistica più nota della provincia di Avellino.
A partire dal 1930, generazioni di esploratori, curiosi e speleologi hanno cercato di fare luce sui segreti sotterranei della Grotta di Caliendo entrando dalla sua Bocca. Primo fra tutti, il giovane muratore di Bagnoli, Giovanni Rama, che con i poveri mezzi di allora osò e riuscì ad accedere alla grotta prodigandosi nel tracciare un sentiero lungo il versante e a fissare corde e scale nei punti di maggior pericolo. Attraverso gli studi e le innumerevoli esplorazioni condotte a partire dagli anni ‘80 dall’architetto Aniello Nicastro e dai geologi Italo Giulivo e Antonio Santo coadiuvati dal Gruppo Speleologico Giovanni Rama di Bagnoli diretto da Raffaele Basile, si riuscì ad elaborare una dettagliata mappa dell’intera grotta carsica e si concretizzò una ipotesi di valorizzazione turistica che l’amministrazione comunale di Bagnoli, attraverso i vari sindaci che si sono succeduti: Attilio Meloro, Antonio Di Mauro, Antonio Nicastro e Aniello Chieffo, ha sempre sostenuto.
Il 25 giugno è caduto l’ultimo diaframma della galleria artificiale realizzata per consentire un agevole accesso alla grotta dalla Piana di Laceno. “Gli scenari naturali che si offrono – afferma il Presidente Aquino arrivato in zona subito dopo lo straordinario evento – sono stupefacenti e non possono essere descritti senza la visione diretta della grotta, una via sotterranea di circa quattro chilometri caratterizzata dall’alternarsi di ampi corridoi ed angusti budelli, da ampie sale e stretti sifoni, da gole, salti, laghetti e meandri. La grotta presenta particolari caratteristiche poiché oltre a migliaia di stalattiti e stalagmiti accoglie l’alveo del torrente sotterraneo nei periodi invernali”. L’antro, fino a giovedì scorso, era l’unica possibilità di accesso alla grotta. Oggi, grazie dalla realizzazione della opere fatte finanziare dall’Ente Parco è possibile accedere alla Grotta dal Lago Laceno, raggiungendo in poco tempo quella che per decenni è stata la parte terminale del lungo percorso.
La Grotta di Caliendo, con i suoi quasi 3.800 metri di sviluppo, è attualmente una tra le più importanti cavità della Campania, seconda solo per lunghezza a quella già turistica di Castelcivita, in provincia di Salerno. L’ingresso da Lago Laceno, inoltre, consentirà per la prima volta di osservare il funzionamento idrogeologico del traforo durante le piene, proponendosi anche come un importante modello per spiegare “dal vivo” la circolazione idrica sotterranea degli acquiferi carsici, ricchezza e caratteristica del Parco dei Picentini. La Grotta, fin qui oggetto di frequentazioni incontrollate nella parte bassa, è stata appositamente sigillata per evitare l’accesso a curiosi e abusivi, nelle more di una immediata organizzazione per la gestione e la disciplina delle visite guidate. Una importante opportunità di lavoro che le risorse naturali del Parco offrono ai propri cittadini.

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