Avvocato di strada: un irpino alla guida di Napoli

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Avellino – Un gruppo di giovani legali, un team che con il tempo diventa sempre più numeroso (fino ad arrivare ad oggi ad un totale di 22 persone) decide di mettere a disposizione la propria competenza e professionalità per aiutare le persone senza dimora stabile, fornendogli assistenza e tutela. I professionisti diventano così ‘avvocati di strada’. Il tutto attraverso l’attivazione di due sportelli: uno, presso il Centro Ascolto della Caritas Diocesana in Largo Donnaregina n. 23 a Napoli e l’altro, presso il centro Caritas “Binario della Solidarietà” in via Taddeo da Sessa n. 93, sempre a Napoli. A guidarli è un avvocato irpino, Fabio Minichiello. Ma il progetto, che nasce a Bologna, clonandosi pian piano in altre città come il capoluogo partenopeo, si espanderà anche in altre centri campani e italiani. Minichiello nasce il 6 ottobre 1969. Si laurea all’Università di Napoli e da quasi un decennio svolge la professione di avvocato in materia penale (all’ 85 per cento) e amministrativa (15 per cento). Ha svolto il tirocinio presso prestigiosi studi legali napoletani e da circa tre anni lavora insieme all’avvocato Raffaele Bizzarro, ex (da poco) presidente della Camera penale irpina.

Avvocato Minichiello, qual è la Missione del progetto?
“Intendiamo consentire anche alle persone più deboli e sfortunate la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza dei propri diritti, troppo spesso calpestati o ignorati, e di godere di una tutela legale più efficace. Questo progetto intende inserirsi come ulteriore piccola tessera nel ricco mosaico dei soggetti (religiosi o laici non importa) che si occupano, nella difficile realtà napoletana, di proteggere, tutelare ed assistere le persone che, per le vicende della vita, si trovano a vivere ai margini della nostra società. Un primo tassello da cui far partire la costruzione di una rete, che da locale diventa nazionale, per connettere tra loro i soggetti e le iniziative che hanno come fine quello di proteggere, assistere e tutelare i nostri fratelli più sfortunati. Il nostro è un progetto aperto”.
In che modo viene erogato il servizio?
“Ai due sportelli, negli orari e nei giorni di apertura (tre giorni alla settimana dalle 10,00 alle 12,00 al Centro Ascolto Caritas e tre volte alla settimana dalle 17,00 alle 19,00 al Binario della Solidarietà), saranno presenti uno o due avvocati esperti nelle varie branche del diritto, che forniranno tutto l’aiuto richiesto dalle persone che si rivolgeranno al servizio”.
Dove nasce e come si è evoluto ‘Avvocato di strada’?
“Il progetto è attualmente attivo, oltre che a Bologna, dov’è nato, anche a Bolzano, Ferrara, Verona, Padova, Bari, Foggia, Pescara, Reggio Emilia, Rovigo, Taranto, Trieste, Lecce e Venezia. Il 23 giugno si terrà a Bologna la prima assemblea della neonata associazione nazionale dove la sezione napoletana sarà presente con una folta rappresentanza e, molto probabilmente, con almeno un rappresentante eletto negli organismi direttivi nazionali. Ritenendo di fare propria tale iniziativa, condividendone lo spirito e le finalità, la Caritas Diocesana di Napoli, la Provincia di Napoli e la Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, hanno stipulato un protocollo d’intesa per permetterne la nascita anche nel territorio dell’ Arcidiocesi e della Provincia di Napoli. Grazie al fondamentale apporto di tali istituzioni sono nati i primi due sportelli napoletani”.
Come si può partecipare?
“Tutti possono partecipare in varie forme: 1) Associazioni ed enti possono contattare la sede di Bologna e valutare insieme l’opportunità di aprire un nuovo sportello di Avvocato di Strada nella propria città, sul modello originale realizzato a Bologna. 2) Avvocati, giornalisti, enti pubblici o privati, privati cittadini, possono collaborare alla diffusione del progetto Avvocato di Strada, organizzando eventi, convegni, e iniziative varie che possono servire a far conoscere e diffondere il più possibile questa esperienza. o contribuire attivamente alla ricerca di finanziamenti per il Progetto. Avvocati o praticanti avvocati possono partecipare alle attività degli sportelli locali di “avvocato di strada” con i tempi e le modalità concordate con il coordinatore locale”.
L’inaugurazione della sezione napoletana del progetto si è svolta il 4 maggio presso il centro Caritas “Binario della solidarietà”. Quali sono stati i vostri primi impegni?
“A poco più di un mese dall’apertura, insieme ai miei colleghi, ci siamo già occupati di una dozzina di casi: separazioni, previdenza (invalidità civile, indennità di accompagnamento ecc.) un paio di questioni penali riguardanti piccoli reati, problemi con il riconoscimento della residenza (questa è stata la prima battaglia vinta dalla sede di Bologna), espulsione di extracomunitari, richieste di asilo politico ecc”.
Come ha deciso di farsi promotore di questa esperienza in Campania?
“L’idea di far nascere anche nella nostra regione un esperienza analoga a quella di Bologna mi venne nell’ormai lontano novembre del 2004 allorchè lessi dell’iniziativa bolognese in un articolo pubblicato dal Venerdì di Repubblica. Contattai il collega Antonio Mumolo (fondatore nonché coordinatore nazionale del progetto) e da allora, superando innumerevoli asperità ed ostacoli, ho lavorato insieme a pochi colleghi pionieri per realizzare anche a Napoli la nascita di uno sportello simile. Ho trovato grandi sostenitori dell’idea in mons. Enzo Mango direttore della Caritas diocesana di Napoli, nel dott. Giancamillo Trani dirigente dell’ufficio stranieri della stessa Caritas, nell’allora assessore provinciale alla solidarietà della provincia di Napoli dott. Maurizio Sibilio, in suor Giuseppina Esposito responsabile del centro Binario della solidarietà e nella dirigenza della Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia”.
Lei è un irpino, pensa che su Avellino il progetto possa essere clonato?
“Per quanto riguarda i nostri progetti futuri non credo che la nostra iniziativa possa avere un senso in una città come Avellino (dove non è che ci siano così tanti senza dimora). Invece, abbiamo già contatti avviati con altre città campane dove tale fenomeno, insieme a quello della immigrazione ha raggiunto proporzioni significative con la naturale scia di problemi collegati”. (di Antonietta Miceli)

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